Nella seduta odierna di mercato, il prezzo del petrolio è in aumento e torna ai livelli di inizio Marzo. Nel dettaglio, il greggio WTI è in rialzo dell’1,70%, a quota 34,06. La variazione su 1 anno rimane negativa del 46,59% con la quotazione lontanissima dal massimo di 52 settimane di 65,65 dollari toccato nel 2019. Il Petrolio Brent è invece in aumento dell’1,54%, a quota 36,30 dollari. In questo caso, la variazione su 1 anno è leggermente più alta, a -50,1%. Ricordiamo che il massimo di 52 settimane, per il Brent, è di 71,95 dollari. Nelle ultime sedute, la tendenza al rialzo sembra consolidarsi. Tuttavia, gli investitori mostrano ancora qualche resistenza nel mostrare con convinzione che il peggio sia passato.

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Prezzo Petrolio: i motivi del rialzo

In questo momento, i mercati sembrerebbero mostrare di aver accantonato la paura di una seconda ondata di contagi di coronavirus e il timore di un nuovo crollo della domanda di petrolio. Sia il Brent che il WTI viaggiano ormai da diverse sedute sopra quota 30 dollari. Dunque, i segnali che la tendenza rialzista possa consolidarsi ci sono tutti.

La crisi generata dalla pandemia e la scadenza del future di maggio ha causato, come tutti sappiamo, il tragico crollo di aprile. Una parte degli investitori ha avuto paura che la situazione si potesse ripetere anche in questi giorni, considerando la scadenza di giugno.

Al contrario, la quotazione del greggio ha imboccato la strada del rialzo con una forza piuttosto solida.

L’attuale condizione positiva dell’oro nero sui mercati viene confermata anche dai dati sulle scorte comunicati dall’EIA (Energy Information Administration). Stando a quanto comunicato dall’agenzia, le giacenze di petrolio sono in calo di 4,983 milioni di barili.

Previsioni prezzo petrolio secondo trimestre 2020

In base alla situazione attuale, conviene comprare e investire sul Petrolio in Borsa, adesso? Le previsioni degli esperti volte a dare una risposta a questo quesito sono piuttosto contrastanti.

Una parte degli analisti è convinta che il prezzo del greggio, prima di raggiungere quota 40 dollari (prossimo obiettivo del trend), subirà un nuovo calo.

Più unanime il parere per quanto riguarda, invece, la situazione entro la fine dell’anno. I guru della finanza, infatti, sostengono che per Dicembre 2020 il prezzo del petrolio potrebbe far registrare un rialzo del 100%, rispetto ai minimi toccati in questi mesi. Dunque, il 2021 dovrebbe ripartire con il greggio oltre quota 43 dollari al barile.

Di questa idea anche Mark Haefele, chief investment officer di UBS Global Wealth Management, che ha dichiarato che la ripresa dell’economia globale dopo il coronavirus, ridurrà la differenza tra la domanda e l’offerta per il greggio. Normalizzando la situazione.

Sul breve periodo, fare previsioni coerenti risulta piuttosto complicato. Nonostante una ripresa generale, infatti, i mercati rimangono dominati da una forte volatilità che, di fatto, sarebbe in grado di mettere a rischio qualsiasi tipo di investimento.

Sul lungo termine, come detto, la situazione è differente. Con il petrolio che presto potrebbe tornare a rappresentare un punto fermo per i traders globali.

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