L’Arabia Saudita ha tagliato i prezzi per le vendite di petrolio in Asia e negli Stati Uniti, per le spedizioni di ottobre. Secondo gli analisti, si tratta di un chiaro segno che indica che il più grande esportatore mondiale potrebbe vedere la domanda di carburante vacillare, a causa delle riacutizzazioni del coronavirus. I trader interessati ad investire nel petrolio nelle prossime settimane dovrebbero, dunque, tenere conto di questa importante indicazione.

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Petrolio, gli sconti di Saudi Aramco

Il produttore statale saudita di petrolio, Saudi Aramco, sta tagliando il suo benchmark Arab Light crude più del previsto. Il gigante petrolifero sta anche applicando uno sconto, per la prima volta da giugno, per gli acquirenti in Asia. Si tratta del secondo mese consecutivo di tagli ai barili in Asia. Aramco ridurrà anche i prezzi per i barili Light nell’Europa nord-occidentale e nella regione del Mediterraneo.

Nel dettaglio, il produttore sta riducendo i prezzi in Asia, per le spedizioni di ottobre della marca Light, di 1,40 dollari al barile, a 50 centesimi al di sotto del benchmark regionale. Secondo un sondaggio di Bloomberg su otto trader e raffinerie, la società avrebbe dovuto ridurre i prezzi di 1 $ al barile, con uno sconto di 10 centesimi.

La domanda di petrolio è precipitata quest’anno, poiché la pandemia ha costretto i governi a bloccare le economie, le compagnie aeree a cancellare le rotte e i lavoratori a rimanere a casa. L’Arabia Saudita si è unita alla Russia e ad altri produttori della coalizione OPEC + per effettuare tagli record alla produzione, togliendo dal mercato circa un decimo dell’offerta globale. I prezzi del greggio sono più che raddoppiati da aprile, a circa 45 dollari al barile, ma quest’anno sono ancora in calo di oltre il 30%.

I sauditi avevano precedentemente sostenuto il rally del greggio, aumentando i prezzi ogni mese, da giugno ad agosto. Tuttavia, la domanda delle raffinerie si è attenuata a causa dei deboli profitti derivanti dalla trasformazione del greggio in benzina e altri combustibili. Anche se le economie hanno iniziato a riprendersi, le scorte in aumento – piuttosto che le forniture di greggio fresco – hanno assorbito gran parte della risalita della domanda.

L’Arabia Saudita, generalmente, definisce le decisioni sui prezzi anche da parte di altri fornitori mediorientali, tra cui Iraq ed Emirati Arabi Uniti, che rappresentano il secondo e il terzo produttore più importanti dell’OPEC.

Prezzo Petrolio oggi 6 Settembre

Il prezzo del Petrolio WTI ha chiuso l’ultima seduta di mercato in ribasso del 4,52%, a 39.50 dollari al barile. Su dodici mesi, la quotazione è in calo del 30,11%. Il Brent ha invece terminato l’ultima seduta in ribasso del 3,93%, a quota 42.34 dollari al barile. In questo caso, su dodici mesi, il prezzo è crollato del 31,2%.

Dunque, per il breve e medio termine, gli analisti consigliano ai trader di procedere con molta cautela, in attesa di nuovi segnali da parte delle economie mondiali e dell’OPEC. Sul lungo termine, l’approvazione di un vaccino ufficiale contro il coronavirus potrebbe far schizzare il prezzo del petrolio ai livelli pre pandemia.

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