Per i trader interessati a comprare e investire sul Petrolio, si prospetta un lungo periodo di cambiamenti significativi. Infatti, la crisi del coronavirus potrebbe aver innescato il tanto atteso ribaltamento della domanda di greggio. Ed è ciò su cui si sta concentrando l’Opec ( Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio), per prepararsi a questa eventualità.

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Petrolio, la situazione globale attuale

La pandemia ha ridotto il consumo giornaliero di greggio di almeno un terzo, all’inizio di quest’anno. In un momento, tra l’altro, in cui l’ascesa dei veicoli elettrici e il passaggio a fonti di energia rinnovabili stavano già spingendo al ribasso le previsioni sulla domanda di petrolio a lungo termine.

Alcuni funzionari dell’Opec, con queste premesse, hanno iniziato a chiedersi se il drammatico calo della domanda di greggio preannunci uno spostamento degli equilibri permanenti. E come gestire al meglio le forniture future.

Diverse fonti molto vicine all’Organizzazione hanno rilasciato importanti dichiarazioni a Reuters, con le quali hanno affermato che esiste concretamente la possibilità che i consumi non recuperino mai completamente i livelli pre pandemia.

Nel dettaglio, Reuters ha intervistato sette funzionari, tra attuali ed ex membri e altre fonti coinvolte nell’OPEC, molti dei quali hanno chiesto di non essere nominati. Le fonti hanno confermato che la crisi di quest’anno, che ha trascinato il petrolio a meno di $ 16 al barile, aveva già spinto l’OPEC e i suoi 13 paesi a mettere in discussione le previsioni a lunga scadenza sulle prospettive di crescita della domanda.

Solo 12 anni fa, gli Stati dell’OPEC erano pieni di liquidità, quando il petrolio raggiunse il picco sopra i $ 145 al barile, mentre la domanda cresceva.

Ora l’Organizzazione dovrà affrontare un drastico adeguamento, se il consumo inizia un declino permanente. Il gruppo dovrà gestire ancora più da vicino la sua cooperazione con altri produttori, come la Russia, per massimizzare i ricavi in calo. E dovrà lavorare duramente per garantire che le relazioni all’interno del gruppo non siano minate da alcun tentativo fratricida di difendere la propria quota di mercato, in un settore fortemente in contrazione.

Hasan Qabazard, responsabile della ricerca dell’OPEC dal 2006 al 2013, il cui lavoro include ora la consulenza di hedge fund e banche di investimento sulla politica OPEC, ha dichiarato che il lavoro dell’Organizzazione sarà molto più difficile in futuro. La minore domanda e l’aumento della produzione non OPEC rischiano di compromettere gravemente l’equilibrio mondiale.

Quotazione petrolio oggi 28 Luglio

Nella seduta odierna, il Petrolio WTI è in ribasso dello 0,36%, a quota 41.45 dollari al barile, con la variazione su 1 anno ancora in negativo di oltre il 25%. Il Brent è in rosso, su base annuale, del 30,22%, con una quotazione attuale di 43.88 dollari al barile.

Tuttavia, diversi analisti continuano ad ostentare ottimismo, per diversi motivi. Primo tra tutti, il calo della produzione USA che andrà a riequilibrare l’eccesso di offerta, almeno nel breve e medio termine.

Inoltre, secondo gli esperti, il mercato deve ancora assorbire completamente il taglio della produzione deciso il 15 luglio. Nonostante si prospetti una nuova era di domanda in calo, per il greggio, i trader non dovrebbero considerare l’asset in maniera totalmente negativa.

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