Secondo recenti documenti, le due più grandi aziende energetiche statunitensi, Chevron Corp ed Exxon Mobil Corp, hanno aumentato la loro quota di donazioni elettorali ai Democratici. Nell’ambito del trading online sulle materie prime, le due compagnie hanno recentemente registrato buoni rialzi. La notizia di maggiori donazioni per il partito di Biden arriva nel mezzo di una battaglia incombente sul fracking. Ovvero una tecnologia per estrarre il petrolio, nota anche come fratturazione idraulica, molto discussa in tutto il mondo.

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I dettagli

Secondo i dati della compagnia di ricerca Center for Responsive Politics (CRP), l’85% delle donazioni da parte del settore petrolifero per queste elezioni, è avvenuto per conto del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, di altri candidati repubblicani e di cause conservatrici.

Tuttavia, le major petrolifere hanno investito più soldi nelle casse democratiche. Alcuni sondaggi mostrano lo sfidante democratico Biden con un vantaggio di ben 10 punti percentuali e un programma per chiedere alla nazione di passare a più energie rinnovabili e di porre fine ai nuovi permessi di fracking.

Secondo i dati rilevati, la Chevron ha contribuito con circa il 28% dei suoi fondi politici alla campagna democratica, dal 26% del 2016. Exxon ha inviato il 41% dei suoi contributi a candidati e partiti democratici, rispetto al 32,6% delle ultime elezioni presidenziali.

Il portavoce di Chevron, Sean Comey, ha affermato che:

I 4,9 milioni di dollari di spesa politica servono a sostenere l’elezione di candidati che credono, come noi, nel valore di uno sviluppo responsabile del petrolio e del gas naturale e di organizzazioni e misure in linea con i nostri interessi commerciali.

Exxon ha speso 1,7 milioni di dollari in contributi a tutti i candidati e gruppi. L’azienda non ha risposto a una richiesta di commento.

Il settore petrolifero in Borsa

Per i trader che hanno scelto di investire sul petrolio in questo periodo, rimangono alte le aspettative di un possibile consistente rialzo sul lungo periodo. Il mercato delle materie prime dovrà scontare le conseguenze del coronavirus e attendere che l’OPEC intervenga efficacemente per riequilibrare la domanda e l’offerta di greggio.

Nella seduta odierna, i Futures WTI sono in ribasso di circa l’1,20%, poco sopra i 40 dollari al barile. Su dodici mesi, la quotazione rimane in calo del 23,48%.

Il petrolio Brent risulta invece in calo dell’1,34%, a quota 42.58 dollari al barile. In questo caso, la variazione su dodici mesi è in negativo del 27,63%.

Il titolo Chevron Corp (CVX) ha chiuso l’ultima seduta di mercato in rialzo dello 0,77%, a quota 73.51 dollari per azione. La compagnia ha perso oltre il 36% del suo valore in Borsa negli ultimi dodici mesi.

Anche le Azioni Exxon Mobil hanno chiuso in rialzo l’ultima sessione americana. In questo caso, il rialzo è stato dello 0,88%, con il prezzo che ha raggiunto quota 34.45 dollari per azione. La compagnia, su dodici mesi, è in perdita di quasi il 50%, per quanto riguarda la sua quotazione in Borsa.

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