Il crollo del prezzo del Petrolio di Aprile è stato un po’ il simbolo della crisi economica scatenata dal coronavirus. La quotazione è scesa addirittura sotto i dieci dollari e la situazione, fino a qualche settimana fa, sembrava ancora piuttosto critica. La fine del lockdown in molti Paesi del mondo e l’imminente riunione dell’Opec hanno poi dato slancio alla quotazione che, finalmente, dovrebbe essere pronta per tornare vicina ai livelli pre pandemia.

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Petrolio Brent oltre 40 dollari, il WTI insegue: le quotazioni in tempo reale

Nella seduta odierna di mercato, il greggio ha finalmente superato il target di 40 dollari al barile. In particolare, il prezzo del Petrolio Brent è in rialzo dell’1,31% a 40,09 dollari. Come è possibile rilevare dai grafici di analisi tecnica, a partire dal 22 Aprile, giorno nerissimo per la quotazione, il prezzo ha poi invertito la tendenza, lentamente, ma costantemente.

Il greggio WTI è invece in rialzo dell’1,55%, a quota 37,38 dollari al barile. Il Petrolio americano ha subito un crollo peggiore del Brent europeo: nel mese di aprile, il prezzo è sceso addirittura sotto i 10 dollari al barile. Tuttavia, dal quel momento in poi, la quotazione è andata in recupero e i livelli pre pandemia, adesso, non sono più un miraggio. Si riduce anche la variazione su 1 anno che, pur essendo ancora in negativo, segna oggi -29%.

Greggio accelera: cosa aspettarsi?

I traders che stanno cercando di capire come comprare e investire sul Petrolio in Borsa, devono certamente interpretare i segnali odierni. Innanzitutto, è importante capire i motivi della risalita.

C’è crescente ottimismo su una possibile proroga ai tagli alla produzione. Il 10 giugno si dovrebbero riunire gli esponenti dell’Opec proprio per decidere in tal senso. L’incontro potrebbe essere addirittura anticipato.

Già nel pieno della crisi, l’organizzazione aveva deciso per un taglio di circa il 10% (9,7 milioni di barili al giorno). Il provvedimento è entrato in vigore dal 1° Maggio, mese in cui poi, effettivamente, la quotazione ha iniziato una risalita decisa.

Inizialmente, i tagli concordati avrebbero avuto validità fino alla fine di giugno. Se la decisione rimanesse invariata, è molto probabile che, a fine mese, il mercato risenta di nuove turbolenze. Infatti, come era prevedibile, per tornare ad un minimo di equilibrio accettabile tra domanda e offerta ci vorrà ancora del tempo.

Ecco perché l’Opec, nel prossimo incontro, sarebbe orientata a prorogare la scadenza dei tagli, almeno fino ad agosto.

Più in generale, il prezzo del petrolio viaggia anche sulla scia dell’entusiasmo del momento legato alla ripartenza economica che sta avvenendo un po’ in tutto il mondo.

Per quanto riguarda più specificatamente il petrolio americano, positivi i dati sulle scorte, un’ulteriore iniezione di fiducia per gli investitori.

Gli esperti sono convinti che, nel breve termine, la quotazione del petrolio possa recuperare completamente i guadagni persi nel mese di Aprile. L’evoluzione della crisi/ripresa economica determinerà poi la forza del rialzo. Intanto, l’Opec è all’opera per non compiere passi falsi.

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