Il petrolio è di nuovo in calo dopo i dati sulle scorte USA in aumento, in attesa della prossima riunione dell’Opec. Il Greggio WTI è in ribasso dello 0,24%, nella seduta odierna di mercato, a quota 38,87 dollari. Il trend al rialzo iniziato tra fine maggio e inizio giugno sembra ora a rischio. Il Petrolio Brent riesce invece a mantenersi sopra i 40 dollari. Nella seduta odierna di mercato, la quotazione viaggia in rialzo dello 0,27% (40,82 USD). I traders che desiderano capire come comprare e investire sul petrolio in questo particolare momento, devono obbligatoriamente passare per una riflessione più generale sull’emergenza coronavirus, non ancora rientrata. Gli investitori hanno di nuovo paura di una possibile seconda ondata di contagi e pressano le Borse. C’è timore, di conseguenza, anche per un possibile ulteriore periodo di lockdown.

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Prezzo del Petrolio in calo: cosa sta succedendo

I prezzi del petrolio stanno scendendo ancora, oggi, giovedì 18 giugno, dopo un altro aumento settimanale degli inventari del greggio negli Stati Uniti. Il mercato attende la riunione tecnica dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC) nelle prossime ore.

Il benchmark internazionale Brent è stato scambiato a 40,65 dollari al barile alle 06:36 GMT per un calo dello 0,15%, dopo aver chiuso mercoledì a 40,71 USD al barile, con una perdita giornaliera dello 0,61%.

Il benchmark americano West Texas Intermediate (WTI) viaggia a circa 37,80 dollari al barile, per una perdita dello 0,42%, dopo aver chiuso la seduta di mercoledì a 37,96 USD al barile, con un calo giornaliero dell’1,1%.

Le scorte commerciali statunitensi di greggio sono aumentate di 1,2 milioni di barili per la settimana conclusasi il 12 giugno, secondo i dati dell’EIA (Energy Information Administration) rilasciati ieri. Le aspettative prevedevano invece un calo di circa 152.000 barili.

L’aumento delle scorte di greggio e la mancanza di capacità disponibile di stoccaggio continuano a mantenere una pressione al ribasso sui prezzi.

La riunione dell’Opec

Il mercato petrolifero mondiale si concentrerà, quest’oggi, sul diciannovesimo comitato congiunto di controllo ministeriale (JMMC) dell’OPEC che si terrà in videoconferenza. Il comitato segue da vicino le condizioni di mercato, la conformità della produzione di petrolio degli Stati membri e i livelli di conformità.

L’OPEC e i paesi non OPEC hanno concordato il 6 giugno di prorogare l’accordo di riduzione della produzione di petrolio, limitando la produzione totale di 9,7 milioni di barili al giorno da fine giugno al 31 luglio.

Quattro membri del gruppo OPEC +, Iraq, Nigeria, Kazakistan e Angola, non sono riusciti a maggio a tagliare la produzione in linea con i rispettivi livelli richiesti, ma hanno prodotto più delle loro quote. A loro viene ora chiesto di frenare la produzione per i mesi di luglio, agosto e settembre.

Il JMMC, che terrà riunioni mensili d’ora in poi, controllerà attentamente quanto greggio produce ogni membro dell’OPEC + e formulerà raccomandazioni al gruppo di conseguenza.

Se l’organizzazione non riuscirà a trovare un equilibrio tra la produzione di greggio e l’emergenza coronavirus, difficilmente il prezzo del petrolio potrà stabilizzarsi a breve. Pertanto, gli analisti consigliano cautela.

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