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Casa Bianca, proposta di revoca da 810 milioni: scontro con il Congresso sui fondi

La Casa Bianca propone 11 revoche per 810 milioni di dollari. Il GAO contesta la procedura scelta; il Congresso non ha approvato i tagli.
Illustrazione del Campidoglio degli Stati Uniti con documenti di bilancio in primo piano
In sintesi
  • La richiesta del 25 settembre riguarda 11 stanziamenti federali per un totale arrotondato di 810 milioni di dollari.
  • La voce maggiore è di 567,4 milioni per l’assistenza a rifugiati e altre persone ammesse negli Stati Uniti.
  • Il GAO contesta la possibilità di trattenere i fondi fino alla scadenza senza approvazione del Congresso.

La Casa Bianca ha chiesto al Congresso di cancellare 810 milioni di dollari di stanziamenti già approvati. La richiesta del 25 settembre comprende 11 proposte e riguarda soprattutto programmi per i rifugiati, oltre a voci di istruzione, ricerca e assistenza abitativa. L’amministrazione Trump punta a usare la procedura chiamata pocket rescission a ridosso della fine dell’anno fiscale, il 30 settembre. Il Congresso non ha approvato la cancellazione dei fondi.

Dove si concentrano gli 810 milioni

La voce maggiore è di 567,4 milioni di dollari per il programma federale di assistenza a rifugiati e altre persone ammesse negli Stati Uniti. L’amministrazione sostiene che i fondi siano superiori alle esigenze attuali: è la motivazione della Casa Bianca, non una valutazione indipendente del fabbisogno.

Le altre proposte includono circa 69,6 milioni per l’istruzione internazionale, 56,1 milioni per la consulenza abitativa, 27,7 milioni per la ricerca sulla qualità delle cure e 24,9 milioni per programmi rivolti agli studenti migranti. Gli 810 milioni indicati nella lettera presidenziale sono un totale arrotondato; il documento riporta importi più precisi per ciascuna voce.

Perché la procedura è contestata

La legge consente al presidente di proporre al Congresso la revoca di fondi stanziati. Il punto controverso è il calendario: con una pocket rescission, la richiesta arriva così vicino alla scadenza che i fondi potrebbero non essere utilizzati prima che il Congresso completi il periodo previsto per esaminarla.

Il Government Accountability Office (GAO), organismo di controllo del Congresso, sostiene che la legge non consenta di trattenere i fondi fino alla loro scadenza senza approvazione parlamentare. La Casa Bianca rivendica invece il ricorso alla procedura. Anche la senatrice repubblicana Susan Collins, presidente della commissione Stanziamenti del Senato, ha criticato la mossa, ritenendola lesiva del potere del Congresso sulla spesa pubblica.

Cosa resta da verificare

La proposta potrebbe ridurre le risorse dei programmi coinvolti, ma gli effetti concreti dipendono dalle decisioni del Congresso, dall’attuazione della richiesta e da eventuali contestazioni. I documenti consultati non permettono di quantificare un effetto immediato su crescita, deficit o mercati finanziari. Il passaggio decisivo sarà verificare se i fondi verranno trattenuti alla scadenza dell’anno fiscale e come risponderanno le istituzioni competenti.

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