Questa mattina Amazon ha vinto la sua battaglia giudiziaria in una causa intentata dall’Unione Europea. La sentenza permette a Jeff Bezos di evitare il pagamento di una multa di 250 milioni di euro (circa 303 milioni di dollari) in tasse arretrate al Lussemburgo. La causa rientra in un giro di vite più ampio dell’UE impegnata nella repressione di accordi fiscali iniqui per le multinazionali. Le Azioni Amazon hanno chiuso ieri a +1.05% a quota 3,223.91 dollari, mentre sono in ribasso nel pre market odierno. La questione non sembra interessare più di tanto gli operatori del trading online.  

In un caso separato, la società francese Engie (ENGIE.PA) ha invece perso il suo ricorso contro un’ingiunzione dell’UE. Il rimborso fiscale imposto all’azienda è pari a 120 milioni di euro (145,7 milioni di dollari) al Lussemburgo.

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La vicenda

Il Tribunale ha affermato che Amazon non ha beneficiato di un vantaggio selettivo nel suo accordo fiscale con il Lussemburgo.

Il giudice incaricato di presiedere l’udienza ha spiegato che:

La Commissione non ha dimostrato, in base agli standard legali richiesti, che ci fosse un’indebita riduzione del carico fiscale di una filiale europea del gruppo Amazon.

La sentenza rappresenta una battuta d’arresto per il commissario europeo per la concorrenza Margrethe Vestager, che ha utilizzato in modo aggressivo le regole di Bruxelles sugli aiuti di Stato per contrastare gli accordi fiscali tra le multinazionali e i paesi dell’UE.

Vestager, fino ad ora, detiene un bilancio misto. La più grande battuta d’arresto è stata quella dello scorso anno, quando il Tribunale ha respinto la sua richiesta per Apple di un pagamento di 13 miliardi di euro ($ 15 miliardi) di tasse all’Irlanda.

Lo stesso tribunale, nel 2019, aveva respinto le richieste contro Starbucks (SBUX.O), per un pagamento fino a 30 milioni di euro in tasse arretrate in Olanda. E’ stata anche annullata un’ordinanza che chiedeva al Belgio di revocare un’agevolazione fiscale di cui beneficiavano 39 multinazionali tra cui BP (BP.L) e BASF (BASFn.DE).

Il garante della concorrenza dell’UE ha tuttavia trovato il sostegno del tribunale per il suo ordine a Fiat Chrysler Automobiles, per un rimborso tasse fino a 30 milioni di euro al Lussemburgo. La casa automobilistica ha presentato ricorso alla Corte di giustizia dell’UE, la più alta corte d’Europa.

La battaglia continua

Vestager ha fatto in modo che Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Belgio cambiassero le loro pratiche di ruling fiscale. Ha inoltre spinto l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) a mirare ad un accordo globale per rivedere come le società multinazionali vengono tassate.

La Commissione europea, nella sua sentenza del 2017, ha affermato che il Granducato ha risparmiato ad Amazon il pagamento delle tasse su quasi tre quarti dei suoi profitti derivanti dalle operazioni in UE. Ciò avrebbe consentito all’azienda di incanalare i profitti verso una holding esentasse.

Per quanto riguarda la causa con la francese Engie, l’UE ha affermato che l’accordo con le autorità lussemburghesi ha ridotto artificialmente l’onere fiscale della società. Il che significa che la società ha pagato un’aliquota dell’imposta effettiva dello 0,3% su alcuni profitti dichiarati in Lussemburgo, per circa un decennio.

Il tribunale, in questo caso, si è schierato con la Commissione, affermando che l’azienda francese ha beneficiato di un vantaggio fiscale.

 

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