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Nvidia amplia di 150 miliardi il buyback: titolo in rialzo contro Wall Street

Il consiglio di Nvidia aggiunge 150 miliardi di dollari al programma di riacquisto, portando a 235 miliardi il plafond residuo. Il titolo avanza nella seduta negativa per gli indici, ma l'autorizzazione non equivale ad acquisti già eseguiti.
Illustrazione di un chip su circuito elettronico con grafici di mercato sfocati sullo sfondo
In sintesi
  • Nvidia ha autorizzato altri 150 miliardi di dollari di buyback: il totale residuo sale a 235 miliardi.
  • Il titolo è salito fino al 3% intraday secondo FXStreet, mentre gli indici USA erano in calo; non è un dato di chiusura.
  • Nel trimestre chiuso a luglio i riacquisti effettivi erano 19,7 miliardi: la nuova autorizzazione è circa 7,6 volte quella spesa.

Nvidia ha annunciato lunedì 28 settembre un aumento di 150 miliardi di dollari dell’autorizzazione al riacquisto di azioni proprie. Il totale ancora disponibile nel programma sale così a 235 miliardi. Secondo FXStreet, il titolo ha guadagnato fino al 3% durante la seduta mentre i principali indici statunitensi arretravano. Si tratta di un movimento intraday, non di un prezzo di chiusura: il fatto confermato dalla società è l’ampliamento del programma, non l’esecuzione immediata di riacquisti per 150 miliardi.

Dai 150 miliardi aggiunti ai 235 miliardi disponibili

Il consiglio di amministrazione ha approvato un incremento del programma esistente, non un piano separato da sommare a un totale ignoto. Sottraendo i 150 miliardi appena autorizzati dai 235 miliardi residui annunciati oggi, si ricava che circa 85 miliardi erano già disponibili prima della nuova delibera. Nvidia prevede di eseguire il programma complessivo entro l’esercizio fiscale 2028; la previsione indica l’orizzonte dichiarato dalla società, non un obbligo di effettuare acquisti per un ammontare fisso ogni trimestre.

Il confronto con i riacquisti reali chiarisce la scala dell’annuncio. Nel Form 10-Q relativo al trimestre terminato il 26 luglio 2026, Nvidia registra 19,7 miliardi di dollari di azioni riacquistate nel secondo trimestre fiscale 2027 e 39,8 miliardi nel primo semestre. La nuova autorizzazione di 150 miliardi vale circa 7,6 volte gli acquisti effettivi del solo secondo trimestre: 150 diviso 19,7. È un confronto tra un limite futuro e una spesa passata, non una previsione del ritmo dei prossimi acquisti.

A maggio il consiglio aveva già aggiunto 80 miliardi di dollari di capacità al programma. Alla fine di luglio, secondo il deposito alla SEC, l’autorizzazione residua era pari a 99,3 miliardi. Il comunicato del 28 settembre fissa il nuovo totale a 235 miliardi; i documenti citati fotografano date diverse e non consentono, da soli, di attribuire ogni variazione intermedia a riacquisti completati.

Cosa può cambiare per gli azionisti

Un riacquisto riduce le azioni in circolazione soltanto quando viene effettuato. A parità di utili, meno azioni possono aumentare l’utile per azione, ma la sola autorizzazione non produce questo effetto. La società può distribuire capitale ai soci attraverso gli acquisti, mantenendo flessibilità per gli investimenti; il prezzo pagato, i tempi e il volume realizzato determineranno l’impatto effettivo.

La reazione positiva del titolo in una seduta debole suggerisce che gli operatori abbiano apprezzato l’annuncio, ma non dimostra che il buyback sia l’unica causa del movimento. Nei prossimi trimestri il dato da seguire sarà il denaro effettivamente speso in riacquisti nei documenti societari, insieme all’evoluzione della liquidità e degli investimenti. Il tetto di 235 miliardi segnala capacità autorizzata; il ritorno concreto per gli azionisti dipenderà dall’esecuzione e dai risultati dell’attività operativa.

Andamento recente di Nvidia

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