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Eurozona, avanzo corrente a 265 miliardi: l’energia peggiora nel secondo trimestre

La BCE registra un calo dell’avanzo nei quattro trimestri a giugno 2026. Il deficit energetico annuo si riduce, ma nel solo secondo trimestre aumenta; cresce intanto la posizione patrimoniale netta.
Illustrazione generata con IA: bilancia e monete euro davanti a un terminal di container europeo.
In sintesi
  • Avanzo corrente di 265 miliardi nei quattro trimestri a giugno, contro 304 un anno prima.
  • Deficit energetico del secondo trimestre a 76 miliardi, dai 59 del secondo trimestre 2025.
  • Posizione patrimoniale netta sull’estero a 1.940 miliardi; flussi e variazioni di valore vanno distinti.

L’area euro ha registrato un avanzo delle partite correnti di 265 miliardi di euro nei quattro trimestri conclusi a giugno 2026, contro 304 miliardi un anno prima. Il saldo resta positivo, ma scende dall’1,9% all’1,6% del PIL. Il comunicato statistico della BCE, pubblicato il 2 ottobre, mostra inoltre un peggioramento del deficit energetico nel solo secondo trimestre, pur a fronte di un miglioramento sulla somma annua.

L’avanzo si riduce del 12,8% su base annua

Il confronto redazionale fra 304 e 265 miliardi indica una diminuzione di 39 miliardi, pari a circa il 12,8%. È la variazione della somma di quattro trimestri rispetto all’analogo periodo precedente: non misura la contrazione del solo trimestre aprile-giugno.

Due componenti spiegano il deterioramento. L’avanzo dei beni scende da 318 a 288 miliardi, mentre il disavanzo dei redditi secondari, che comprendono trasferimenti correnti, si amplia da 172 a 199 miliardi. Il saldo dei servizi resta a 150 miliardi; quello dei redditi primari, legati tra l’altro a investimenti e lavoro, sale da 8 a 26 miliardi e compensa parte del calo.

La distinzione conta perché il conto corrente comprende molto più delle esportazioni di merci. Un avanzo segnala un saldo positivo dell’insieme di questi scambi e redditi con il resto del mondo; non equivale a una crescita del PIL della stessa entità.

L’energia migliora nell’anno, peggiora in primavera

Nella somma dei quattro trimestri, il deficit dei prodotti energetici si restringe da 256 a 236 miliardi. Nel solo secondo trimestre, invece, passa da 59 a 76 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il calcolo sui dati BCE indica 17 miliardi di disavanzo aggiuntivo nel trimestre, circa il 28,8% in più. Le due indicazioni sono compatibili: la misura annua incorpora anche gli altri tre trimestri e può attenuare un peggioramento più recente. Leggere soltanto il totale annuo farebbe perdere questo cambiamento.

Il comunicato non separa quanto della variazione dipenda dai prezzi e quanto dai volumi. Non permette quindi di attribuire automaticamente tutto l’aumento al rincaro dei carburanti o a un maggiore consumo.

Merci e servizi cambiano la lettura degli Stati Uniti

Il conto corrente verso gli Stati Uniti presenta un deficit di 119 miliardi nei quattro trimestri, contro 54 miliardi un anno prima. Questo coesiste con un avanzo nello scambio di beni: il surplus delle merci con gli USA scende da 230 a 171 miliardi, mentre il deficit dei servizi aumenta da 181 a 204 miliardi.

È un esempio concreto del perché surplus commerciale dei beni e saldo corrente non siano sinonimi. Fra le altre controparti, il maggiore avanzo bilaterale è con il Regno Unito, a 252 miliardi, e il maggiore deficit con la Cina, a 184 miliardi.

Il patrimonio estero netto cresce, ma non solo per nuovi investimenti

A fine giugno la posizione patrimoniale netta sull’estero raggiunge 1.940 miliardi di euro, pari al 12,0% del PIL, rispetto a circa 1.890 miliardi a marzo. La BCE indica un incremento di 59 miliardi: i livelli espressi in migliaia di miliardi sono arrotondati e non vanno usati per ricostruire una differenza esatta.

La variazione include transazioni, oscillazioni dei cambi e dei prezzi, oltre ad altre variazioni di volume. Perciò un aumento dello stock netto non coincide con un identico afflusso di nuovi capitali.

I dati non sono destagionalizzati né corretti per i giorni lavorativi. La BCE segnala revisioni dei periodi precedenti e un ulteriore aggiornamento il 28 ottobre: sono elementi da considerare nei confronti futuri.

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