Continua inesorabile il crollo della Lira turca in Borsa, dopo le parole del rappresentante della Fed che ha escluso che gli USA possano estendere la swap line anche ad Ankara. Nei primi mesi del 2020, la moneta di Ankara ha perso già oltre il 17% del suo valore. Il cambio USD/TRY segna un minimo e un massimo di 52 settimane rispettivamente di 5,446 e 7,2712.

Nella crisi economica globale del momento, la Turchia sta bruciando le riserve di valuta estera molto più velocemente rispetto ad altri Paesi (da 40 miliardi a gennaio a 25 miliardi di dollari oggi). Tuttavia, la Fed ribadisce che le linee di swap hanno l’obiettivo di sostenere i grandi mercati esteri del dollaro e che, dunque, non rappresentano una linea di credito. Questo è il motivo per cui la banca centrale statunitense ha escluso la Turchia, a marzo, nell’ambito del proprio programma di estensione della linee swap.

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Crollo Lira Turca in Borsa: il parere degli esperti

Sono molti a chiedersi ora: sarà crisi valutaria? In linea generale, gran parte degli esperti finanziari sostengono che dopo un crollo di questa rilevanza, è molto probabile che possa esserci un rimbalzo. Potrebbe quindi essere il momento giusto per acquistare la moneta turca a prezzi molto bassi.

D’altro canto, la strategia dell’acquisto nei momenti di crollo è un tipo di approccio che, storicamente, ha sempre avuto una certa validità. Ma in questo contesto bisogna fare i conti anche con la crisi finanziaria globale causata dall’emergenza coronavirus. La valuta turca, dunque, potrebbe avere qualche difficoltà in più nel riprendere la corsa al rialzo.

Il governo di Ankara è responsabile di questa situazione, pur avendo agito con intenzioni decisamente positive. Infatti, negli scorsi mesi, era stato deciso un finanziamento a sostegno delle banche statali per la stabilizzazione della Lira. Tuttavia, l’obiettivo non è stato centrato e il Paese si è rivolto alla Fed USA, ricevendo però un secco rifiuto.

I mercati emergenti e la tempesta finanziaria turca

Con il diffondersi del coronavirus nei Paesi occidentali, i mercati emergenti hanno subito oltre 83 miliardi di dollari di deflussi dei capitali. A pagarne le maggiori conseguenze è proprio la Turchia. Oltre ai dati sul crollo della Lira Turca, occorre segnalare che l’importanza dei Titoli di Stato di Ankara, nel JP Morgan Government Bond Index – Emerging Markets, è scesa al 3,2%. Solo nel 2015, il dato registrava un +10%.

In questo contesto, potrebbero prospettarsi opportunità interessanti nel debito dei mercati emergenti. Le esportazioni e il turismo sono bloccati; e continuerà ad esserci un’offerta di Petrolio in aumento rispetto alla domanda. Inoltre, i mercati emergenti hanno stampato enormi volumi di valuta per contrastare l’impatto del coronavirus.

Sembrerebbero dunque esserci le condizioni per sfruttare una serie di ribassi dei prezzi. Gli analisti segnalano che investire nel Forex adesso può garantire, proprio per il clima di grande incertezza, la possibilità di trarre profitto da nuove opportunità che, in tempi precedenti, non sarebbero state così appetibili.

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