Azioni AI divise alla chiusura di venerdì 6 novembre. AMD guadagna l’11,04%, più di Nvidia e Micron, ma tutte e tre terminano la settimana sotto il prezzo di venerdì 30 ottobre. Microsoft segue il percorso opposto: arretra nell’ultima seduta e conserva un guadagno settimanale dell’1,67%. Il Nasdaq Composite recupera l’1,1% venerdì e chiude i cinque giorni a −3,4%, secondo il bilancio di chiusura di Associated Press.
Quattro titoli, due finestre di confronto
Le chiusure della sessione ordinaria riportate nelle serie storiche di Stock Analysis permettono di confrontare dollari con dollari. La colonna del venerdì misura la variazione rispetto al 5 novembre, quella settimanale rispetto al 30 ottobre. I rendimenti sono calcolati sui prezzi e arrotondati al centesimo di punto percentuale.
| Società | 30 ottobre ($) | 5 novembre ($) | 6 novembre ($) | Venerdì | Settimana |
|---|---|---|---|---|---|
| Nvidia | 204,64 | 181,60 | 186,71 | +2,81% | -8,76% |
| AMD | 504,80 | 404,40 | 449,03 | +11,04% | -11,05% |
| Micron | 884,74 | 656,39 | 690,43 | +5,19% | -21,96% |
| Microsoft | 521,91 | 535,93 | 530,62 | -0,99% | +1,67% |
Per le azioni Nvidia il risultato si vede anche in dollari: venerdì il titolo ha recuperato 5,11 dollari per azione, ma per tornare alla chiusura del 30 ottobre mancavano ancora 17,93 dollari. Su una base di 100 dollari alla chiusura del mercoledì, il calo del giovedì e il recupero del venerdì lasciano circa 93,3 dollari, costi esclusi.
Perché la graduatoria cambia fra venerdì e la settimana
Il recupero maggiore del venerdì è di AMD. Il salto da 404,40 a 449,03 dollari restituisce quasi 45 dollari per azione in una seduta. A inizio confronto il prezzo era però 504,80 dollari. Per Micron lo scarto è ancora più ampio: la risalita di 34,04 dollari del venerdì lascia una perdita settimanale di 194,31 dollari. Per recuperarla, partendo dalla chiusura del 6 novembre, servirebbe un rialzo di circa il 28,1%.
La distinzione industriale aiuta a leggere i prossimi bilanci. Per Nvidia e AMD conta quanti acceleratori vengono consegnati e con quale margine. Per Micron contano anche prezzi e mix delle memorie vendute. Microsoft compra capacità di calcolo e la offre ai clienti del cloud: la domanda da verificare è quanto rapidamente i nuovi impianti generino ricavi sufficienti a coprire energia e ammortamenti.
In questo gruppo ristretto il rimbalzo del venerdì ha favorito i fornitori dei componenti. Sul periodo più lungo ha tenuto meglio Microsoft, che ha chiuso 8,71 dollari sopra il livello del 30 ottobre. Le quotazioni danno quella graduatoria con precisione. Per capire se rifletta un cambiamento negli ordini serviranno le consegne dei produttori e l’utilizzo della capacità nei data center.






