Notizia

Addebito diretto sul conto, cosa fare se trovi 120 euro già pagati in bolletta e perché chiedere il rimborso alla banca risolve solo metà del problema

Confronto tra estratto conto e fattura domestica con la scritta Addebito diretto
Addebito diretto duplicato, il primo controllo riguarda il pagamento già eseguito. Banca e fornitore possono correggere due registrazioni diverse.
In sintesi
  • Servono il numero della fattura, il codice cliente, il periodo di consumo e le date di esecuzione.
  • Quando il fornitore conferma il doppio pagamento occorre sapere come lo ha registrato: rimborso disposto, importo a credito sulla prossima bolletta oppure versamento ancora da abbinare.

Un addebito diretto di 120 euro compare sul conto pochi giorni dopo un bonifico dello stesso importo al fornitore di energia. Prima di contestarlo bisogna verificare che entrambi riguardino la stessa fattura. Due importi uguali potrebbero riferirsi a mensilità diverse, oppure una delle due operazioni potrebbe essere ancora in attesa di contabilizzazione.

I dati che identificano il pagamento

Servono il numero della fattura, il codice cliente, il periodo di consumo e le date di esecuzione. La ricevuta del bonifico e il dettaglio dell’addebito diretto permettono al fornitore di ricostruire l’incasso. Un movimento ancora prenotato sulla carta, invece, segue un circuito diverso. Nel reclamo conviene indicare entrambi i riferimenti e allegare solo le righe necessarie, oscurando i movimenti estranei.

Quando il fornitore conferma il doppio pagamento occorre sapere come lo ha registrato: rimborso disposto, importo a credito sulla prossima bolletta oppure versamento ancora da abbinare. Chiedere la risposta per iscritto evita di sommare per errore uno storno bancario e un credito già utilizzato.

La banca gestisce l’addebito, il fornitore la fattura

Le FAQ della Banca d’Italia sui pagamenti SEPA distinguono gli addebiti eseguiti sulla base di un mandato da quelli privi di autorizzazione. Per un consumatore con un normale addebito SEPA Core il termine di otto settimane è rilevante per chiedere il rimborso dell’operazione autorizzata. In presenza di un addebito mai autorizzato occorre invece avvisare la banca appena rilevato il movimento e seguire la procedura di disconoscimento.

Anche quando sul conto tornano 120 euro, va verificato che il primo pagamento risulti abbinato alla fattura. Il controllo finale consiste nel confrontare saldo del conto e posizione cliente presso il fornitore. Revocare il mandato per il futuro è una decisione separata e comporta la scelta di un altro mezzo per le prossime scadenze. Un archivio di finanza personale con ricevute e numeri di pratica consente di chiudere entrambi i controlli.

Articoli correlati

Vedi tutti →