La vendita della prima casa può far superare al conto corrente la soglia di 100.000 euro anche per pochi giorni, tra il rogito e l’acquisto successivo. Per capire quanto sia protetto quel denaro se la banca entra in liquidazione, occorre distinguere il risparmio che era già sul conto dalla somma arrivata con la vendita.
La soglia ordinaria si calcola per depositante e per banca
Per i depositi ammissibili la garanzia ordinaria arriva a 100.000 euro per persona presso la stessa banca. Due conti intestati alla stessa persona nello stesso istituto si sommano. L’uso di due IBAN, da solo, lascia invariato il limite. Le FAQ del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi illustrano una tutela più ampia per alcuni saldi temporaneamente elevati delle persone fisiche.
Tra le operazioni previste rientrano quelle relative a diritti reali su immobili adibiti ad abitazione. Per le somme che ne derivano il limite ordinario non si applica nei nove mesi successivi all’accredito o al momento in cui diventano disponibili. Il riferimento è alla destinazione abitativa prevista dalla norma. L’etichetta fiscale di «prima casa» da sola non risolve ogni caso.
Il caso di un saldo che sale a 200.000 euro
Un conto individuale contiene 40.000 euro. Il venditore vi riceve 160.000 euro per un’abitazione. Il totale è 200.000 euro, ma soltanto 160.000 derivano dall’operazione immobiliare. Nell’ipotesi di liquidazione della banca durante il periodo tutelato, il titolare ha interesse a documentare separatamente origine e data dell’importo eccedente la soglia ordinaria.
Il rogito identifica la vendita, la contabile collega il versamento al compratore e l’estratto conto ne indica la data. Conviene conservare tutti e tre. Trascorso il periodo speciale, per le somme rimaste ferme torna rilevante il limite ordinario. È una scadenza da annotare nel calendario di finanza personale anche quando l’acquisto della nuova abitazione viene rinviato.






