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Cambiare banca, come trasferire stipendio e bollette in 12 giorni lavorativi e calcolare l’indennizzo se la portabilità del conto arriva in ritardo

Cliente all’ingresso di una filiale bancaria con la scritta Cambiare banca
Cambiare banca con la portabilità consente di trasferire i servizi scelti. In caso di ritardo spettano 40 euro più una maggiorazione.
In sintesi
  • La {fonte} indica dodici giorni lavorativi per completare il trasferimento a partire dalla richiesta completa.
  • Il numero di carta salvato su un sito di acquisti e un addebito diretto su IBAN funzionano diversamente.

Cambiare banca richiede soprattutto di coordinare le date. Lo stipendio può essere in arrivo mentre la bolletta e la rata del prestito stanno per essere addebitate. La portabilità consente al consumatore di chiedere alla nuova banca il trasferimento dei servizi di pagamento selezionati dal vecchio conto. Prima di firmare conviene elencare accrediti, addebiti e ordini permanenti.

Quando cominciano i 12 giorni lavorativi

La guida della Banca d’Italia indica dodici giorni lavorativi per completare il trasferimento a partire dalla richiesta completa. I due conti devono soddisfare i requisiti del servizio, tra cui stessa intestazione e valuta, presso intermediari in Italia. Si può scegliere se trasferire tutti i servizi o soltanto alcuni e se chiedere anche la chiusura del vecchio conto.

Il numero di carta salvato su un sito di acquisti e un addebito diretto su IBAN funzionano diversamente. Per gli abbonamenti che incassano tramite carta serve controllare le impostazioni presso il fornitore. Per stipendio e utenze conviene verificare il primo movimento utile su entrambi gli estratti conto e lasciare margine per i pagamenti già avviati.

Quanti euro spettano se la procedura supera il termine

L’indennizzo comprende una parte fissa di 40 euro e una maggiorazione commisurata al saldo disponibile al momento della richiesta, ai giorni di ritardo e al tasso soglia massimo applicabile indicato dalla Banca d’Italia. Nell’esempio della guida, 8.000 euro di saldo, sette giorni e un tasso ipotetico del 27% producono circa 41,42 euro di maggiorazione, quindi circa 81,42 euro complessivi. Il 27% è un dato di esempio.

Per rifare il calcolo servono copia della richiesta completa, saldo disponibile e data effettiva di esecuzione. Annotarli nei propri documenti di finanza personale permette di verificare il conteggio e di distinguere l’indennizzo dalla restituzione di un’eventuale spesa addebitata per errore.

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