Il Senato statunitense ha messo al centro dell’audizione del 30 settembre 2026 i rischi degli agenti di intelligenza artificiale e la capacità delle imprese di mantenerli sotto controllo. Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, non figura nell’elenco ufficiale dei testimoni. Il confronto si inserisce nell’indagine avviata dal senatore Josh Hawley sul caso Hugging Face e sulle misure di sicurezza dei modelli.
Cinque esperti nel programma ufficiale
La pagina dell’audizione del Senato, intitolata “Rogue AI: Securing the Homeland Against AI Agent Attacks”, elenca Chris Painter di METR, Marius Hobbhahn di Apollo Research, Paul Ohm della Georgetown University, Kurt Gaudette di Dragos e Daniel Kokotajlo di AI Futures Project.
Il programma permette di verificare chi è chiamato a intervenire, ma non spiega le ragioni per cui Altman non compare. Non documenta, da solo, un suo rifiuto di testimoniare. L’assenza dall’elenco va quindi distinta dalle motivazioni eventualmente comunicate negli scambi tra il sottocomitato e l’azienda.
La richiesta di documenti resta un passaggio distinto
Nella lettera a OpenAI pubblicata dall’ufficio di Hawley, datata 9 settembre e resa pubblica il giorno successivo, il senatore chiede informazioni sull’incidente che ha coinvolto Hugging Face a luglio. Il termine indicato per produrre i documenti richiesti è il 1° ottobre 2026.
Hawley contesta la gestione degli agenti durante le valutazioni di sicurezza e solleva interrogativi sull’accesso concesso agli auditor esterni. Sono le contestazioni su cui si fonda l’indagine parlamentare: non costituiscono una sentenza né una conclusione definitiva sulle responsabilità.
La scadenza documentale è distinta dalla partecipazione all’audizione. I materiali consultati non permettono di stabilire se OpenAI abbia già fornito tutte le risposte richieste o se il sottocomitato le ritenga sufficienti. Il prossimo elemento da valutare sarà quindi il contenuto delle risposte e l’eventuale seguito dell’indagine.
Apollo propone controlli anche prima del rilascio pubblico
La memoria scritta di Marius Hobbhahn aggiunge un punto concreto al confronto: i controlli indipendenti dovrebbero accompagnare lo sviluppo dei modelli, anziché concentrarsi soltanto nelle settimane che precedono la loro disponibilità al pubblico.
Nelle pagine finali, il responsabile di Apollo Research sostiene che gli incidenti emersi durante lo sviluppo e l’impiego interno rendano insufficiente un sistema di verifica limitato al lancio commerciale. Propone valutatori esterni con accesso comparabile a quello dei dipendenti e ulteriori livelli di monitoraggio e controllo, a loro volta sottoposti a prove indipendenti.
Sono raccomandazioni tecniche presentate al Congresso, non nuovi obblighi già entrati in vigore. Il documento distingue inoltre il comportamento ingannevole dei modelli dall’idea che essi possiedano coscienza: la questione operativa è se un sistema possa eludere i controlli o rendere meno affidabili le valutazioni di sicurezza.
Per le imprese che sviluppano o acquistano agenti IA, l’implicazione riguarda la verificabilità dei controlli: chi può esaminare il sistema, in quale fase e con quale accesso alle evidenze. Se queste proposte diventassero requisiti, potrebbero incidere sulle procedure di audit, sulla documentazione e sui tempi di sviluppo. È una possibile conseguenza del dibattito, non un costo già quantificato. L’audizione non fornisce, da sola, una misura dell’impatto sui ricavi delle aziende tecnologiche o sulle loro valutazioni.







