Aggiungi TradingCenter.it alle fonti preferite su Google

Notizia

Dollaro in pausa dopo i massimi: attesa per ordini USA e fiducia Michigan

Il Dollar Index torna verso 101 dopo i massimi da fine luglio. I rendimenti Treasury sostengono il bilancio settimanale, mentre il mercato attende ordini di beni durevoli e fiducia dei consumatori.
Illustrazione di una banconota da cento dollari su una scrivania, con uno schermo dedicato ai mercati valutari sullo sfondo.
In sintesi
  • Il Dollar Index ripiega verso 101,00 dopo aver toccato circa 101,40, ai massimi da fine luglio.
  • EUR/USD resta sotto 1,1400; USD/JPY torna verso 158,00 dopo il rialzo delle sedute precedenti.
  • Attesi gli ordini di beni durevoli di agosto e la revisione della fiducia Michigan di settembre.

Il dollaro ha rallentato la corsa nella mattinata europea di venerdì 25 settembre, conservando i guadagni accumulati durante la settimana. Secondo il briefing di FXStreet delle 09:32 italiane, il Dollar Index è tornato verso 101,00 dopo aver raggiunto circa 101,40, il livello più alto da fine luglio. L’attenzione passa ora agli ordini statunitensi di beni durevoli di agosto e alla lettura rivista della fiducia dei consumatori di settembre dell’Università del Michigan.

Rendimenti elevati, ma il dollaro si prende una pausa

Il movimento arriva dopo una seduta in cui, nella ricostruzione di FXStreet, le indicazioni restrittive degli esponenti della Federal Reserve hanno favorito la valuta statunitense. Il rendimento del Treasury decennale ha superato il 5,2%, una soglia che non veniva raggiunta dal giugno 2007.

Il legame con i cambi passa dalle attese sui tassi: rendimenti americani più elevati possono accrescere l’attrattiva delle attività denominate in dollari. Questo meccanismo aiuta a spiegare il sostegno al biglietto verde, senza implicare che ogni aumento dei rendimenti produca automaticamente un suo apprezzamento. Contano anche le prospettive delle altre economie e la propensione degli investitori al rischio.

La correzione del venerdì segue quindi un rafforzamento già consistente. Nella rilevazione settimanale della fonte, il dollaro guadagnava lo 0,93% contro l’euro e l’1,27% contro la sterlina. Sono variazioni calcolate fino al momento del briefing, non risultati definitivi della settimana.

Euro sotto 1,14 e recupero dello yen

Il cambio EUR/USD si muoveva lateralmente sotto 1,1400, mentre GBP/USD restava sopra 1,3200 dopo quattro giornate consecutive di arretramento. Il quadro descrive una stabilizzazione mattutina delle due valute europee dopo la pressione delle sedute precedenti.

Più evidente il movimento di USD/JPY: la coppia scendeva verso 158,00 dopo cinque giornate di rialzo e dopo aver superato 159,00 giovedì, al massimo da quattro settimane. Una discesa di questo cambio indica un recupero dello yen contro il dollaro. Il confronto con il giorno precedente mostra un ritracciamento, ma da solo non dimostra un’inversione della tendenza.

Gli ordini industriali alla prova del confronto con luglio

Il calendario del Census Bureau fissa per oggi alle 14:30 italiane la pubblicazione della stima preliminare degli ordini di beni durevoli di agosto. L’indicatore misura la domanda di prodotti destinati a durare nel tempo e offre informazioni sull’attività manifatturiera.

Come termine di confronto, la prima stima di luglio, diffusa il 26 agosto, aveva mostrato un aumento mensile dell’1,1% degli ordini complessivi e dello 0,4% escludendo i trasporti. Si tratta dei valori preliminari di quella pubblicazione, successivamente soggetti a revisione, e non di una previsione per agosto.

La distinzione è utile perché gli ordini nel comparto dei trasporti possono rendere più variabile il dato totale. Leggere anche la componente che li esclude aiuta a valutare quanto il movimento sia diffuso nell’industria. Per il mercato valutario conterà inoltre lo scarto rispetto alle attese, non soltanto il segno positivo o negativo della variazione.

La revisione della fiducia Michigan completerà il quadro della giornata sul versante delle famiglie. Dati più solidi del previsto potrebbero rafforzare la lettura di un’economia capace di sopportare tassi elevati; sorprese deboli potrebbero attenuarla. Sono scenari interpretativi: nessuna delle due pubblicazioni determina da sola una decisione della Fed. Le quotazioni riportate fotografano la mattinata europea e precedono l’uscita dei dati statunitensi.

Andamento recente di EUR/USD

Apri la scheda completa

Il grafico verrà caricato quando i dati saranno disponibili.

Trasparenza editoriale

Politica di correzione

Segnala eventuali errori alla redazione attraverso la pagina Contatti.

Articoli correlati

Vedi tutti →