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Dollaro australiano sotto pressione: AUD/USD mette alla prova la soglia di 0,7000

AUD/USD resta vicino a 0,7014 dopo quattro sedute negative. Il dollaro USA pesa sul cambio, mentre i dati sul lavoro australiano offrono segnali contrastanti.
Illustrazione di una moneta australiana e di una banconota in dollari USA davanti a Sydney, con una linea discendente simbolica
In sintesi
  • AUD/USD intorno a 0,7014 nella rilevazione del 24 settembre: 0,7000 non risulta ancora violato.
  • FXStreet indica 0,6922 come riferimento successivo in caso di perdita dei minimi mensili.
  • Occupazione australiana in aumento, ma disoccupazione al 4,6%; decisione RBA attesa il 29 settembre.

Il dollaro australiano ha prolungato la discesa contro il dollaro statunitense per la quarta seduta consecutiva il 24 settembre 2026. Nell’analisi pubblicata da FXStreet alle 18:27 GMT, le 20:27 italiane, AUD/USD si collocava intorno a 0,7014, poco sopra la soglia psicologica di 0,7000. Il quadro di breve periodo resta debole, ma la rilevazione non documenta una rottura già avvenuta di quel livello.

AUD/USD vicino a 0,7000: il segnale dipende dalla tenuta dei supporti

La flessione segue i massimi di settembre in area 0,7240 indicati da Pablo Piovano su FXStreet. Il confronto mostra quanto terreno abbia perso il cambio rispetto ai picchi mensili, mentre si avvicina a una zona nella quale la pressione ribassista incontra un primo banco di prova. Il minimo di giornata riportato nell’analisi è 0,7007: il livello tondo di 0,7000 resta quindi immediatamente sotto.

Nello scenario ribassista dell’autore, una perdita dei minimi di settembre renderebbe più probabile un ritorno verso 0,6922, minimo del 29 luglio. È un riferimento condizionato all’evoluzione dei prezzi, non un obiettivo certo. Sul versante opposto, la fascia tra 0,7073 e 0,7081 riunisce più ostacoli tecnici; un recupero stabile sopra 0,7200 rafforzerebbe l’ipotesi di una ripresa più ampia.

L’indice di forza relativa, o RSI, è indicato intorno a 33 nella sezione tecnica della fonte. Questo indicatore misura l’intensità dei movimenti recenti e segnala un mercato debole, vicino alla zona convenzionalmente associata all’ipervenduto. Non dimostra però che un rimbalzo sia imminente: durante una tendenza negativa può restare depresso a lungo.

Più occupati, ma disoccupazione al 4,6%: il messaggio misto per la RBA

I dati diffusi dall’Australian Bureau of Statistics mostrano per agosto un aumento di 39.500 occupati e un tasso di disoccupazione salito al 4,6%. La composizione del risultato è meno solida del solo dato complessivo: gli impieghi a tempo pieno diminuiscono di 6.300 unità, mentre quelli a tempo parziale aumentano di 45.800. L’ABS invita inoltre a leggere con cautela le variazioni mensili e a considerare la tendenza di fondo.

La crescita dell’occupazione può convivere con più disoccupati se aumenta anche il numero di persone che cercano lavoro. Per la politica monetaria, inoltre, contano la composizione degli impieghi e le pressioni su salari e prezzi: il dato non fornisce da solo una risposta sulla prossima decisione dei tassi.

Il calendario ufficiale della Reserve Bank of Australia fissa la prossima riunione al 28–29 settembre. FXStreet descrive una banca centrale ancora attenta al rischio inflazionistico e considera questa impostazione un possibile freno alla debolezza della valuta. Dall’altro lato del cambio, l’analisi attribuisce il sostegno al dollaro USA alle attese di ulteriori strette Fed, ai rendimenti in rialzo e all’incertezza sul Medio Oriente.

Il punto centrale è il confronto tra le prospettive dei tassi australiani e statunitensi, insieme alla propensione al rischio. Una RBA restrittiva può sostenere l’AUD senza impedirne la discesa, se nel frattempo prevale la domanda di dollari USA. Per ora, 0,7000 rappresenta una soglia di verifica: la sua tenuta o un cedimento persistente offrirebbero indicazioni diverse dalla semplice vicinanza del prezzo a quel livello.

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