Per le pensioni di dicembre 2026, chi percepisce 8.000 euro lordi di pensione nell’intero anno può ricevere, insieme alla tredicesima, altri 108,99 euro. Il calcolo vale per chi ha un trattamento ammesso e rientra nei limiti di reddito. A fare la differenza sono quei 45,95 euro di pensione annua che, in questo esempio, superano il trattamento minimo: riducono di altrettanto l’importo aggiuntivo massimo di 154,94 euro.
Da quale cifra partire per calcolare l’aggiunta di dicembre
Il primo dato da cercare è il totale lordo annuo delle pensioni rilevanti, comprese le eventuali maggiorazioni sociali. Chi percepisce due trattamenti deve considerarli insieme. Il bonifico mensile, invece, mostra quanto arriva sul conto dopo le trattenute. Per vedere quanto queste voci possano incidere sul netto si può confrontare il cedolino di novembre con il dettaglio dei conguagli.
Per il 2026 la scheda INPS sull’importo aggiuntivo fissa il trattamento minimo annuo di riferimento a 7.954,05 euro. Fino a questa cifra il beneficio può spettare per intero. Sopra il minimo e fino a 8.108,99 euro si sottrae la pensione annua da 8.108,99 euro. Raggiunta quest’ultima soglia, la differenza si azzera.
Tre esempi con pensioni annue di 7.900, 8.000 e 8.200 euro
La tabella considera tre pensionati con un trattamento ammesso per l’intero anno e redditi entro i limiti. L’ultima colonna indica soltanto la somma aggiuntiva di dicembre. La rata ordinaria e la tredicesima si leggono separatamente.
| Pensione lorda annua | Calcolo | Importo aggiuntivo |
|---|---|---|
| 7.900,00 € | Entro il minimo di 7.954,05 € | 154,94 € |
| 8.000,00 € | 8.108,99 € meno 8.000,00 € | 108,99 € |
| 8.200,00 € | Oltre la soglia di 8.108,99 € | 0,00 € |
Il passaggio dal primo al secondo esempio mostra come funziona la fascia intermedia. Dei 100 euro che separano le due pensioni, i primi 54,05 portano il totale da 7.900 euro al minimo annuo. Soltanto i successivi 45,95 euro riducono il beneficio. Per questo una pensione leggermente superiore al minimo può ancora dare diritto a una parte della somma.
Il secondo controllo riguarda il reddito personale e quello della coppia
Una volta stimato l’importo, occorre controllare il reddito complessivo personale assoggettabile all’IRPEF, pensioni comprese. Il limite per il 2026 è di 11.931,08 euro. Per chi è sposato o unito civilmente conta anche il reddito complessivo della coppia, con un limite di 23.862,15 euro. Entrambe le condizioni devono essere soddisfatte.
Si può riprendere il caso degli 8.000 euro. Se la persona ha anche 4.000 euro di altri redditi rilevanti, il totale personale sale a 12.000 euro. Supera il limite individuale di 68,92 euro e perde il diritto all’aggiunta, anche se il calcolo sulla sola pensione dava 108,99 euro.
Cosa cercare nel cedolino e come segnalare una somma mancante
L’INPS riconosce d’ufficio l’importo aggiuntivo a dicembre quando ricorrono i requisiti. Conta anche il tipo di prestazione. Tra quelle escluse figurano l’assegno sociale e le prestazioni assistenziali di invalidità civile. La quattordicesima segue a sua volta regole proprie: per alcuni pensionati può arrivare nello stesso mese, ma ha requisiti e importi diversi.
Quando sarà disponibile il cedolino personale, il confronto più utile sarà tra il dettaglio delle singole voci e l’importo atteso. Chi ritiene di avere diritto all’aggiunta e non la trova può chiedere all’INPS una ricostituzione della pensione attraverso il servizio online, dopo aver verificato i trattamenti e i redditi presi a riferimento.






