Azioni MPS, il gruppo senese chiude i primi nove mesi del 2026 con 1.657 milioni di euro di utile netto, il 21,2% in più su base annua. Per chi segue il titolo, la questione è capire quanta parte del miglioramento si ritrova già nei ricavi e nei costi della banca. La risposta passa per una nota sui conti di Mediobanca che cambia il significato del confronto.
Come MPS ha ricostruito il 2025
Per confrontare attività di dimensioni simili, MPS ha inserito i valori economici di Mediobanca nei primi tre trimestri del 2025, voce per voce. Ha però attribuito convenzionalmente il risultato netto di Mediobanca agli azionisti terzi. La ricostruzione modifica quindi il termine di paragone per ricavi e spese, mentre lascia invariato l’utile di periodo di confronto. La banca spiega il metodo nella prima nota del comunicato sui risultati al 30 settembre.
Per l’azionista la distinzione è concreta. Il +21,2% misura la variazione del risultato netto secondo questa attribuzione. Per giudicare se il gruppo combinato sta lavorando meglio conviene risalire il conto economico fino al risultato operativo lordo, dove si confrontano anche le attività di Mediobanca nel periodo precedente.
Quanto rendono cento euro di ricavi
Nei nove mesi i ricavi sono saliti del 5,6% con costi operativi stabili. Il risultato operativo lordo è così cresciuto del 10,2%, a 3.461 milioni. Per ogni cento euro di ricavi il gruppo ne assorbe circa 43 in spese operative, due in meno rispetto a un anno prima. Al miglioramento contribuiscono sia il margine di interesse, in aumento del 3%, sia le commissioni, cresciute del 3,5%.
Il solo terzo trimestre offre due prospettive. Il risultato operativo lordo di 1.161 milioni supera del 14,8% quello di un anno prima, ma scende del 3,1% rispetto alla primavera. MPS attribuisce parte del movimento alla stagionalità di alcune entrate. Nello stesso intervallo il margine di interesse cresce del 4,4% sul trimestre precedente.
Credito, capitale e offerta di Intesa
Il costo del credito è pari a 38 punti base nei nove mesi. Il coefficiente patrimoniale CET1 a regime raggiunge il 16,4%, con un margine di 6,8 punti percentuali rispetto ai requisiti indicati dalla banca. È una misura della capacità di assorbire perdite. La quota di capitale effettivamente distribuibile dipende anche dai rischi futuri e dalle scelte del consiglio.
Resta aperta la valutazione dell’offerta di Intesa Sanpaolo su MPS. Nei prossimi conti il dato da seguire sarà la tenuta del rapporto fra costi e ricavi insieme al costo del credito. Sono queste due voci a mostrare se il vantaggio operativo arriva fino agli azionisti anche quando rallentano le entrate.






