Azioni Euronext, il gruppo che gestisce anche Piazza Affari ha incassato il 55% dei ricavi e proventi del terzo trimestre da attività indipendenti dai volumi di scambio. Queste entrate coprono il 165% delle spese operative di riferimento, prima degli ammortamenti. È il dato che spiega perché, per leggere i conti del gestore, il controvalore delle azioni passate di mano a Milano racconti solo una parte della storia.
Chi paga la Borsa anche quando non compra un’azione
Un intermediario può pagare per ricevere dati di mercato o per collocare i suoi server vicino a quelli della piazza di negoziazione. Un gestore può aver bisogno degli indici su cui costruire un fondo. Sono servizi con una logica economica diversa dalla commissione incassata su un ordine. Nel trimestre l’area che comprende soluzioni per i mercati dei capitali e dati ha prodotto 192,2 milioni di euro, il 14,1% in più su base annua. A sostenere la crescita hanno contribuito anche il consolidamento di Atene e la domanda di dati e indici.
Un altro pezzo del conto economico si forma dopo la negoziazione. I titoli acquistati devono essere trasferiti all’acquirente e custoditi. L’area Securities Services ha registrato 86,7 milioni di ricavi. Fra i fattori citati dal gruppo figurano il valore degli attivi in custodia e l’attività di regolamento. Una seduta debole dell’indice e un trimestre redditizio per chi gestisce l’infrastruttura possono quindi coesistere.
Che cosa copre davvero il 165%
Nel comunicato trimestrale di Euronext il denominatore è la spesa operativa sottostante esclusi gli ammortamenti, pari a 183,3 milioni. Per ogni 100 euro di questa spesa il gruppo ha generato circa 165 euro di entrate slegate dai volumi. Interessi, imposte e altre voci entrano nel calcolo dell’utile a valle. Anche i ricavi dei servizi possono risentire del valore degli attivi e della domanda dei clienti.
Gli scambi conservano comunque un peso decisivo. La volatilità e l’attività sugli ETF hanno sostenuto i mercati azionari, mentre obbligazioni e contratti sull’energia hanno contribuito all’altra parte della negoziazione. Ricavi e proventi complessivi sono saliti del 24,9% a 547,4 milioni. Il margine EBITDA rettificato ha raggiunto il 66,5%, con un guadagno di 3,3 punti in un anno.
Il riacquisto e la domanda per i prossimi conti
Euronext prevede di avviare il 9 novembre un riacquisto di azioni proprie fino a 350 milioni di euro, da eseguire entro dodici mesi. Il limite annunciato indica quante risorse il gruppo può destinare al programma. Per seguire il rendimento dell’investimento serviranno il prezzo medio effettivo e il numero di azioni acquistate.
Anche una revisione degli indici seguiti dagli ETF aiuta a distinguere i due motori della Borsa. Gli adeguamenti dei portafogli possono concentrare gli scambi in alcune sedute. Nei prossimi trimestri, una volta attenuato il contributo del consolidamento di Atene, la crescita dei servizi mostrerà quanto del miglioramento può durare oltre quei picchi.






