Ford ha annunciato una joint venture con Geely per riorganizzare la produzione a Valencia e affrontare la crescente concorrenza nel mercato europeo. La risposta industriale richiederà però tempo. L’azienda prevede di avviare nel primo semestre 2027 una joint venture con Geely, subordinata alle autorizzazioni; i primi nuovi modelli delle due case dovrebbero invece uscire dallo stabilimento nel 2028. La distinzione tra avvio della società comune e produzione dei veicoli è centrale per valutare l’impatto dell’accordo.
Valencia: una fabbrica condivisa, con Ford al 66%
Secondo il comunicato congiunto pubblicato da Ford il 23 luglio, il gruppo statunitense dovrebbe controllare il 66% della nuova società e Geely il 34%. La fabbrica spagnola continuerà a produrre la Ford Kuga mentre le due aziende prepareranno un crossover multienergia Ford, un nuovo modello della famiglia Bronco e due SUV elettrici Geely. La produzione dei nuovi veicoli è prevista dal 2028; Ford indica inoltre l’obiettivo di portare cinque nuovi modelli per l’Europa ai concessionari entro il 2029. Si tratta di programmi industriali, non di vendite già realizzate.
L’intesa mostra una strategia a due livelli: Ford vuole competere con i nuovi marchi sul mercato europeo e, nello stesso tempo, utilizzare un partner cinese per distribuire i costi della produzione. Il gruppo sostiene che l’aumento dei volumi nello stabilimento di Valencia possa ridurre il costo unitario. Non ha però quantificato nel comunicato il risparmio atteso né l’investimento necessario; da questi documenti non si può stimare un effetto sugli utili.
Il mercato elettrico europeo amplia la posta in gioco
I dati ACEA pubblicati il 24 settembre indicano che nei primi otto mesi del 2026 le auto interamente elettriche hanno rappresentato il 21,7% delle nuove immatricolazioni nell’Unione europea, contro il 15,8% nello stesso periodo del 2025. La crescita è di 5,9 punti percentuali. Il dato misura la quota per alimentazione, non quella dei marchi cinesi: le due grandezze non vanno confuse. Mostra però perché capacità produttiva, prezzi e gamma elettrica siano diventati determinanti nella competizione europea.
La Commissione europea applica inoltre da ottobre 2024 dazi compensativi sui veicoli elettrici a batteria importati dalla Cina. Le misure non equivalgono a un divieto d’ingresso dei produttori cinesi. La collaborazione industriale annunciata da Ford e Geely va letta in questo quadro, senza presumere che elimini ogni rischio regolamentare o competitivo.
Per gli investitori, il punto verificabile oggi è il calendario industriale: l’accordo può modificare la struttura dei costi europei di Ford soltanto quando la joint venture sarà autorizzata e i nuovi modelli entreranno effettivamente in produzione. Ford non ha pubblicato nel comunicato obiettivi di margine o di ricavi per l’operazione. L’eventuale vantaggio competitivo resta quindi un’ipotesi da confrontare con le future comunicazioni societarie e con l’andamento delle immatricolazioni, non un risultato già acquisito.







