Il dollaro canadese ha guadagnato terreno nella prima parte della seduta europea di martedì, sostenuto dal recupero delle quotazioni petrolifere. Il cambio USD/CAD è sceso in area 1,4025, segnalando un rafforzamento del Loonie rispetto alla valuta statunitense. Il movimento resta però contenuto: la prospettiva di una Federal Reserve ancora restrittiva e l’ampio differenziale tra i rendimenti statunitensi e canadesi continuano a offrire sostegno al dollaro USA.
Il petrolio sostiene il CAD, ma il quadro geopolitico resta incerto
Il West Texas Intermediate è risalito poco sotto $93.00 al barile, con un progresso di circa l’1,4% dopo aver toccato livelli inferiori a $91.00. Per il Canada, grande esportatore di greggio, prezzi energetici più elevati possono migliorare le ragioni di scambio e aumentare la domanda della valuta nazionale. Questa relazione aiuta a spiegare il recupero intraday del CAD, ma non garantisce che il movimento prosegua.
Il mercato segue le possibili interlocuzioni tra Stati Uniti e Iran durante la settimana dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il presidente statunitense Donald Trump si è detto disponibile a incontrare il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, mentre le tensioni in Medio Oriente restano elevate. L’eventuale avvio di colloqui è quindi un’ipotesi diplomatica, non un accordo già raggiunto. Le quotazioni del petrolio possono continuare a reagire rapidamente sia alle aperture negoziali sia a nuove interruzioni dell’offerta.
Fed e differenziale dei tassi limitano il recupero canadese
La Federal Reserve ha alzato i tassi di un quarto di punto percentuale nella riunione della settimana scorsa e ha indicato la possibilità di un altro intervento nel corso dell’anno. Alberto Musalem, presidente della Fed di St. Louis, ha inoltre sostenuto che potrebbero essere necessari ulteriori rialzi per riportare sotto controllo un’inflazione alimentata dalla domanda e dallo shock sulle materie prime. Gli interventi di John Williams, Philip Jefferson e Thomas Barkin saranno seguiti per valutare quanto questa impostazione sia condivisa.
Secondo gli strategist di Scotiabank, l’allargamento del differenziale dei tassi a breve termine tra Stati Uniti e Canada rappresenta ancora il principale freno per il CAD. La banca stima un valore equo di USD/CAD vicino a 1,3910, inferiore alle quotazioni osservate, e segnala che un cambio più debole può complicare la valutazione dei rischi inflazionistici da parte della Bank of Canada.
USD/CAD resta tecnicamente impostato al rialzo
Sul piano tecnico, USD/CAD conserva un’impostazione positiva finché rimane sopra la media mobile a 100 giorni, indicata vicino a 1,3955. La prima resistenza si trova intorno a 1,4040; un superamento stabile potrebbe riportare l’attenzione verso 1,4050 e 1,4125. I supporti sono segnalati tra 1,3940 e 1,3955, con un livello successivo vicino a 1,3891.
Questi riferimenti descrivono lo scenario osservato nella fonte e non costituiscono previsioni certe. Per il dollaro canadese conteranno soprattutto l’evoluzione del petrolio, le indicazioni dei funzionari Fed e il differenziale dei rendimenti. Il recupero della seduta riflette quindi un sostegno concreto proveniente dall’energia, mentre la direzione più ampia resta condizionata dalla politica monetaria nordamericana.







