Il mondo del trading online continua a concentrarsi sulle aziende farmaceutiche coinvolte nella partita dei vaccini contro il Covid19. Sviluppare un vaccino per combattere il virus SARS-CoV-2 non è stata un’impresa da poco. Prima della pandemia, il vaccino più veloce mai sviluppato ha richiesto quattro anni di sperimentazioni. Le principali terapie autorizzate alla fine dello scorso anno si basano sulla tecnologia mRNA che sembra rappresentare, ormai, il futuro dei vaccini. Con l’ovvio interesse da parte degli investitori.

Due degli eroi del 2020, BioNTech (NASDAQ: BNTX) e Moderna (NASDAQ: MRNA), lavorano con questa tecnologia da oltre un decennio. Un anno dopo aver collaborato con uno di loro, il CEO di Pfizer (NYSE: PFE) pensa che la sua azienda abbia capito tutto ed è pronta a farcela da sola. È un’affermazione audace, ma se avesse ragione?

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Breve storia dell’RNA messaggero

Il DNA immagazzina le istruzioni che le cellule usano per produrre proteine. L’RNA messaggero (mRNA) è altrettanto importante: trasporta il codice genetico dal DNA al meccanismo di produzione delle proteine. Nonostante fosse relativamente facile da produrre, nessun vaccino a mRNA aveva mai ottenuto l’approvazione prima della pandemia COVID.

Quando la ricerca iniziò negli anni ’90, la teoria mRNA venne considerata troppo stravagante per ottenere supporto o finanziamenti. Katalin Kariko, la ricercatrice che ha decifrato il codice, venne addirittura degradata dall’Università della Pennsylvania per la mancanza di progressi.

Nonostante la sua teoria avesse un senso biologico, fu provato che il sistema immunitario avrebbe distrutto rapidamente qualsiasi RNA sintetico trovato. Dieci anni dopo, Kariko diede una svolta alla ricerca pubblicandone i risultati. Attirò l’attenzione di almeno due scienziati. Due visionari che avrebbero poi fondato Moderna e BioNTech.

Oggi, nel 2021, Moderna ha ben 27 candidati in fase di sviluppo clinico basati sulla tecnologia mRNA. BioNTech ne ha 22.

Un’affermazione audace

La maggior parte dei trader potrebbe pensare che un decennio di lavoro e un portafoglio così ampio di candidati possa offrire alle due aziende una certa protezione contro i rivali. Sembra non pensarla così il CEO di Pfizer, Albert Bourla.

Bourla ha recentemente discusso l’esperienza della sua azienda come partner di BioNTech sulla terapia Comirnaty e a proposito dello sviluppo congiunto del vaccino COVID-19. Il Manager ha affermato che lo scorso anno ha dato alla sua azienda un decennio di esperienza. Bourla crede che Pfizer, oggi, sia anch’essa posizionata tra le principali società che si occupano di mRNA.

In sostanza, il gestore si è detto convinto che la sua azienda possa farcela da sola e che la partnership con BioNTech non è più necessaria, annunciando che le prossime mosse societarie saranno in tal senso.

Cosa significa tutto questo per gli investitori?

Chi desidera comprare azioni nel settore della biotecnologia può contare sul fatto che il mercato sia abbastanza ampio da supportare molti vincitori. Per quanto riguarda Pfizer, occorre fare alcune precisazioni. 

Come è noto, l’azienda sta collaborando con BioNTech anche su un vaccino per l’influenza, un mercato da 5 miliardi di dollari. La società prevede inoltre di produrre la terapia Comirnaty per diversi anni, con gli analisti che stimano vendite di 10 miliardi di dollari l’anno prossimo e 2,4 miliardi di dollari nel 2025. Con una divisione 50-50 dei profitti, ciascun partner avrà ampio capitale per supportare le sue sperimentazioni su più malattie.

Nonostante il traguardo tagliato per prima, assieme a BioNTech, per il vaccino covid, il 2020 di Pfizer è stato sostanzialmente un fallimento. Ibrance, il suo farmaco chiave per il cancro al seno, ha fallito la sperimentazione iniziale. Per il suo medicinale contro l’artrite, Xeljanz, è stato dimostrato un aumento del rischio di infarto e cancro rispetto ai trattamenti alternativi.

Guardandola da questo punto di vista, Pfizer appare come un vecchio gigante farmaceutico noioso con un sacco di soldi, ma un track record recente imprevedibile. L’azienda sta cercando di trasformarsi, ma non ci sono ancora molte prove del fatto che ci sia riuscita.

Chi ha scelto di investire in azioni Moderna o di comprare azioni BioNTech, non dovrebbe essere preoccupato dell’affermazione del CEO di Pfizer. Le due compagnie, probabilmente, continueranno a produrre innovazioni. Pfizer darà senz’altro il proprio contributo nel campo dell’mRNA, ma non da leader. Non nel breve e medio termine almeno. Non a caso, le Azioni Pfizer registrano un rialzo su dodici mesi inferiore al 5%. Moderna e BioNTech superano ampiamente il 100%.

Fino a quando Pfizer non dimostrerà di potercela fare veramente da sola, Wall Street continuerà a scommettere sulle società che, storicamente, hanno basato da sempre il loro lavoro sull’innovativa tecnologia mRNA.

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