Intel (NASDAQ: INTC), il più grande produttore di chip al mondo, sta perdendo terreno rispetto ad altri concorrenti più piccoli. Nonostante la sua forza finanziaria a breve e lungo termine, i trader che hanno scelto di investire in azioni in questo settore sono preoccupati per la sua leadership. La posizione di Intel, in particolare, risulta particolarmente minacciata dopo che la società non è riuscita a battere i suoi competitor sul mercato nell’ambito della produzione di chip di ultima generazione.

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Intel sul mercato

Le azioni Intel riflettono chiaramente le preoccupazioni degli investitori. Mentre altri produttori di chip stanno ottenendo forti guadagni quest’anno, il Titolo Intel è diminuito di circa il 12%. La risorsa ha chiuso l’ultima seduta di mercato a quota 53,50 dollari.

Questo è forse uno dei momenti più deludenti per gli investitori di Intel. Il più grande produttore di chip statunitense sta lottando per mettersi al passo con le nuove tecnologie poiché la sua produzione di chip di nuova generazione è in ritardo.

Questa estate, la compagnia ha annunciato che stava valutando la possibilità di esternalizzare la produzione di chip dopo anni di ritardi, per portare sul mercato più velocemente gli ultimi prodotti assemblati. Questi ritardi hanno aiutato i concorrenti, tra cui Advanced Micro Devices (NASDAQ: AMD), ad accorciare le distanze dal colosso di Santa Clara e ad acquisire una quota di mercato maggiore.

L’attuale migliore tecnologia di Intel, nota nel settore come 10 nanometri, doveva essere rilasciata nel 2017, ma solo ora sta entrando nella produzione ad alto volume.

Intel sul lungo termine

Per affrontare le sfide attuali, Intel sta rapidamente riequilibrando il proprio portafoglio e sta uscendo dai mercati in cui non può battere la concorrenza. L’azienda ha annunciato, la scorsa settimana, di aver accettato di vendere la sua filiale di chip di memoria Nand alla SK Hynix, Corea del Sud, per circa 9 miliardi di dollari.

Tuttavia, nonostante diverse battute d’arresto quest’anno, gli analisti ritengono che il valore a lungo termine delle azioni Intel rimanga intatto. L’azienda è radicata nella psiche del mondo tecnologico e ha tutto ciò che serve per riprendersi da questa attuale fase negativa.

Il CEO di Intel, Bob Swan, ieri ha confermato agli investitori la vendita del segmento della memoria flash, per sbloccare capitale da utilizzare su migliori opportunità in aree in rapida crescita. Ad esempio il 5G e il calcolo con intelligenza artificiale.

D’altra parte, la pandemia ha aumentato la domanda per i prodotti ad alto margine di Intel, compresi i suoi processori più avanzati per data center. L’impennata della domanda ha spinto i guadagni significativamente più in alto negli ultimi due trimestri, supportati dalle continue e forti spedizioni ai data center gestiti dalle più grandi aziende di cloud computing del mondo, come Amazon (NASDAQ: AMZN) e Microsoft (NASDAQ: MSFT).

Il profitto di Intel, nel periodo aprile-giugno, è aumentato del 22% rispetto a un anno fa, mentre le sue entrate sono aumentate di oltre il 19% rispetto al 2019, battendo le stime degli analisti.

Conclusioni

Intel continua a mostrare una forte crescita sia delle vendite che della redditività. Al momento, il titolo Intel viene scambiato solo a 9,8 volte il prezzo/utile, su dodici mesi.

Gli esperti ritengono che il titolo non rimarrà così a buon mercato ancora a lungo, il che lo rende una buona scelta tra i titoli di valore per gli investitori che operano sul lungo termine.

Con il potenziale rialzo, inoltre, i trader potranno guadagnare anche dividendi in crescita, che attualmente fruttano 2,65 per azione. In conclusione, qualsiasi debolezza post utili dovrebbe essere considerata un’opportunità di acquisto.

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