Google di Alphabet Inc ha appena rilasciato una dichiarazione in cui afferma che non fornirà più dati in risposta alle richieste delle autorità di Hong Kong, a seguito dell’emanazione della nuova legge sulla sicurezza nazionale imposta dalla Cina. Il gigante tecnologico statunitense non ha prodotto alcun dato da quando la nuova legge è entrata in vigore a giugno. E non risponderà più direttamente a tali richieste. Google ha sempre esaminato tutte le richieste di dati del governo, decidendo di respingere quelle eccessivamente estese, per proteggere la privacy degli utenti.

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Google, i colossi tech e le tensioni USA-Cina

Come sempre, le autorità al di fuori degli Stati Uniti possono cercare i dati necessari per le indagini penali attraverso procedure diplomatiche.

Questo quanto dichiarato dalla società californiana nella nota ufficiale di oggi.

La nuova legge sulla sicurezza nazionale imposta dalla Cina ha attirato le critiche dell’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e ha ulteriormente sollevato le tensioni tra Stati Uniti e Cina. Washington ha deciso di porre fine allo status speciale dell’ex colonia britannica ai sensi della legge statunitense.

Secondo quanto riferito dal quotidiano Washington Post, nella giornata di ieri Google avrebbe comunicato alla polizia di Hong Kong di aver ordinato ai propri ai funzionari di perseguire eventuali richieste di dati attraverso un trattato di mutua assistenza legale con gli Stati Uniti, che prevede l’instradamento attraverso il Dipartimento di Giustizia USA.

Ora, sia Google, sia Facebook e Twitter, hanno sospeso l’elaborazione delle richieste del governo per i dati degli utenti a Hong Kong.

Le società tecnologiche operavano da tempo liberamente a Hong Kong, attraverso un hub finanziario in cui l’accesso a Internet non è stato influenzato dal firewall imposto nella Cina continentale che blocca la navigazione su Google, Twitter e Facebook.

La tendenza al rialzo di Google continua ad indebolirsi

Non sono pochi i trader che hanno scelto di comprare Azioni Google che si domandano quanto la guerra finanziaria USA-Cina possa influenzare i grandi colossi tech statunitensi.

Nel frattempo, sul mercato, la quotazione di Alphabet Inc ha chiuso l’ultima seduta di contrattazioni in lieve rialzo, ma mostrando ancora una certa debolezza.

Nella giornata di ieri, le azioni statunitensi sull’S&P 500 hanno toccato brevemente un massimo di storico, chiudendo poi al di sotto di quel livello.

Alphabet, tuttavia, ha continuato a sottoperformare i concorrenti, sia su base giornaliera che da inizio anno. Gli analisti evidenziano che gli indicatori tecnici RSI, MACD e ROC forniscono divergenze negative per il titolo Google, dimostrando che mentre il prezzo ha accelerato, lo ha fatto con un interesse calante, rendendo il titolo un probabile candidato per una correzione in rosso.

Al momento, il titolo è ancora in una tendenza rialzista. Qualora si verificasse la rottura dei minimi di giugno, il trend potrebbe avviare l’inversione. Gli esperti sottolineano dunque che il titolo è debole e potrebbe tornare al ribasso a breve.

La quotazione attuale è pari a 1,515.61 dollari per azione, con un massimo di 52 settimane fissato a 1,580. La variazione su 1 anno è in positivo del 30,27%.

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