Il consiglio di amministrazione del gruppo alimentare francese Danone ha appena dichiarato che Emmanuel Faber si dimetterà da presidente e amministratore delegato. Il gruppo sta cercando di uscire da una crisi di gestione e di rispondere alla crescente pressione da parte degli azionisti. La notizia sembra essere stata accolta con positività dal mercato, con le Azioni Danone, in questo momento (10:45 ora italiana), in rialzo di circa il 4%.

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Danone e le colpe di Faber

Faber, di recente, aveva dichiarato che avrebbe rinunciato al ruolo di CEO, ma sarebbe rimasto presidente, con l’obiettivo di placare i critici. L’ex numero uno della società sarà immediatamente sostituito dal direttore Gilles Schnepp, recentemente nominato presidente non esecutivo.

Il gruppo, in una nota ufficiale, ha affermato che:

La priorità immediata del nuovo presidente, insieme al consiglio, sarà guidare la transizione, compresa la ricerca di un nuovo amministratore delegato. Danone ha nominato un’agenzia di ricerca internazionale per supportare il processo.

Negli ultimi mesi, l’azienda era stata messa sotto pressione da diversi azionisti, tra cui il fondo di investimento Artisan Partners e l’investitore attivista Bluebell Capital. La richiesta primaria riguardava le dimissioni di Faber e il miglioramento dei rendimenti.

Schnepp, che precedentemente gestiva l’azienda elettrica Legrand, è stato indicato dagli azionisti come miglior candidato.

I cambiamenti improvvisi costringono ora Danone a dover individuare velocemente un nuovo CEO.

Sotto la guida di Schnepp è probabile che verrà ripristinata, per la società, una traiettoria di crescita redditizia, pur mantenendo l’attenzione sulla sostenibilità.

Una risposta concreta, dunque, agli azionisti, insoddisfatti delle vendite in calo e della debole performance del titolo nel mercato azionario, durante l’ultimo anno. Inoltre, non sono piaciute agli investitori diverse decisioni strategiche il basso livello di investimenti della società in aree come il marketing.

La pandemia e le altre sfide

Tantissimi investitori, durante lo scorso anno, hanno iniziato a comprare azioni nel settore alimentare, sostenuto dalla pandemia. Tuttavia, Danone è una di quelle società, in questo segmento, che ha più sofferto che beneficiato delle tendenze cresciute con il Covid19.

Un esempio è la minore richiesta di acqua con il marchio Evian, a causa della chiusura dei ristoranti.

Faber, che era stato CEO dal 2014 e in seguito ha assunto il ruolo di presidente, ha sostenuto le questioni ambientali e modi più sostenibili di fare affari, conquistando diversi seguaci.

Tuttavia, i recenti cambiamenti di gestione e una revisione organizzativa hanno causato divisioni tra i membri del consiglio.

Il titolo Danone viene scambiato, al momento, attorno al valore di 60.40 euro per azione. Su dodici mesi, la risorsa è in rialzo dell’8,11%. Tuttavia, il prezzo attuale è ben lontano dal massimo di oltre 80 euro per azione raggiunto nell’estate del 2019.

Effettivamente, il titolo ha iniziato la discesa ben prima dello scoppio della pandemia, proprio a causa di alcune decisioni prese da Faber.

Ora, il cambio di passo della società e l’imminente ripresa dell’economia aprono ad uno scenario rialzista di cui oggi si vedono già i primi accenni, con il titolo in rally.

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