Secondo recenti notizie, il CEO di Pfizer, Albert Bourla, ha presentato una richiesta per la vendita per diversi milioni di dollari di azioni della sua azienda. Tale richiesta sarebbe stata presentata proprio lunedì, giorno in cui il gigante farmaceutico ha annunciato i dati positivi sul suo vaccino contro il coronavirus. L’annuncio ha generato un forte rally per le Azioni Pfizer e, per questo motivo, sono piovuti svariati dubbi sull’operato della società.

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Vendita Azioni Pfizer, la casa farmaceutica fuga ogni dubbio

Come premesso, le azioni della società sono aumentate vertiginosamente dopo che Pfizer e l’azienda partner BioNTech hanno confermato che i primi dati suggeriscono che il loro vaccino potrebbe essere efficace oltre il 90%.

La transazione sul mercato, nello stesso giorno dell’annuncio, sembrerebbe essere parte di un piano programmato regolarmente istituito da Bourla. La società, infatti, vende periodicamente alcune delle sue azioni Pfizer.

Stando al deposito presso la Securities and Exchange Commission, Bourla ha venduto 132.508 azioni Pfizer al prezzo di $ 41,94. Questa operazione equivale ad un ricavo di quasi $ 5,6 milioni.

Una portavoce della Pfizer, in una e-mail inviata a CNN Business, ha confermato che la vendita è stata avviata poiché il titolo Pfizer aveva raggiunto un prezzo predeterminato come parte di un piano autorizzato da Bourla il 19 agosto.

Alla domanda se Pfizer e Bourla pensassero di annullare la vendita di azioni, visto l’imminente annuncio delle buone notizie sul vaccino, la portavoce ha ribadito che l’operazione rientrava in un piano predeterminato gestito tramite un amministratore di borsa di terze parti.

Anche un altro funzionario della Pfizer, il vicepresidente esecutivo Sally Susman, ha venduto le sue azioni lunedì, come parte di un piano prestabilito. Nel dettaglio, Susman ha ceduto 43.662 azioni allo stesso prezzo di $ 41,94 a cui Bourla ha venduto le sue, una transazione del valore di oltre $ 1,8 milioni.

Molti dirigenti vendono azioni a intervalli predeterminati per diversificare i loro portafogli. Ma possono ritardare le vendite per evitare parvenze di capitalizzazione di eventi una tantum che possono aumentare le azioni della società.

Pfizer in pole position, ma Sanofi e J&J puntano a un vantaggio logistico

Il vaccino COVID-19 di Pfizer ha fissato elevate aspettative di efficacia, ma la terapia ha esigenze di conservazione rigorose e richiede due dosi, creando sfide significative per una campagna di vaccinazione globale. In base a queste premesse, se se ne dimostrerà l’efficiacia, gli esperti ritengono che i vaccini di Sanofi e J&J potrebbero essere più adatti per la distribuzione globale.

Il vaccino di Johnson & Johnson è in fase di test come regime a una e due dosi. Per la conservazione si parla di una temperatura refrigerata compresa tra 35,6 e 46,4 gradi Fahrenheit. Quando J&J ha iniziato la sua sperimentazione di fase 3 a settembre, la società ha affermato che il suo vaccino è compatibile con i canali di distribuzione dei vaccini standard e non richiederebbe nuove infrastrutture per portarlo alle persone che ne hanno bisogno.

Il programma di Sanofi, un vaccino proteico ricombinante a due dosi con un adiuvante, può essere conservato tra 35,6 e 46,4 gradi Fahrenheit, o in uno studio medico o in una farmacia.

Anche AstraZeneca sta conducendo studi di stabilità e spedizione per determinare i requisiti per il suo vaccino. Potenzialmente, tutte queste aziende, assieme a Novavax e Moderna, potrebbero infine superare Pfizer.

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