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Stellantis, Filosa chiede incentivi per chi produce auto in Europa

La richiesta del CEO non annuncia nuovi aiuti già operativi. Il criterio decisivo è il valore prodotto in Europa, oltre la nazionalità del marchio.
Illustrazione di una carrozzeria su una linea produttiva europea, con robot industriali e bandiera UE
In sintesi

Stellantis chiede all’Europa di premiare chi progetta, sviluppa e produce automobili nel continente. L’amministratore delegato Antonio Filosa ha rilanciato la richiesta in un’intervista pubblicata il 12 ottobre, all’apertura del Salone di Parigi, mentre la concorrenza dei costruttori cinesi mette sotto pressione l’industria europea. Il manager riconosce ai rivali tecnologie valide e prezzi competitivi: la sua risposta punta su condizioni di concorrenza più equilibrate e sul sostegno alla filiera locale.

È una posizione industriale, non l’annuncio di nuovi incentivi già disponibili. Per capire che cosa potrebbe cambiare occorre separare tre questioni: dove viene costruita l’auto, quali attività generano valore in Europa e quali acquisti possono ricevere un aiuto pubblico.

La richiesta di Filosa e il percorso europeo

Un riferimento concreto è l’Industrial Accelerator Act illustrato dalla Commissione europea il 4 marzo 2026. La proposta introduce requisiti di origine europea per alcuni acquisti pubblici e sistemi di sostegno, con attenzione anche ad automobili e componenti. Le soglie sono differenziate per settore: non esiste un’unica percentuale di contenuto europeo valida per tutte le tecnologie.

Il documento collega inoltre il criterio “Made in EU” alle misure del pacchetto automobilistico, comprese le flessibilità sulle emissioni e i meccanismi per le piccole elettriche accessibili. Le condizioni proposte riguardano l’accesso a determinati benefici e alla domanda pubblica; non equivalgono a un divieto generale di vendere vetture costruite altrove. Il testo contempla anche il trattamento equivalente dei partner che offrono accesso reciproco ai mercati.

Questa distinzione è decisiva. Un incentivo riservato a un prodotto che soddisfa requisiti locali può orientare una parte degli acquisti senza chiudere il mercato. La richiesta di Filosa va letta in questo dibattito, senza attribuirgli una misura approvata o un importo che nell’intervista non vengono definiti.

La nazionalità del marchio non racconta tutta la filiera

Il programma di Stellantis per Parigi rende visibile la complessità del confronto. Nel comunicato sul Salone del 12–18 ottobre, il gruppo presenta la Lancia Gamma come progettata, sviluppata e prodotta in Italia, a Melfi. Nello stesso evento dà spazio a Leapmotor, partner cinese della joint venture con Stellantis, e ai modelli B03 e D19.

Il gruppo compete quindi con i costruttori cinesi e, contemporaneamente, collabora con uno di loro. È un fatto che sposta l’analisi dal passaporto dell’azienda alla geografia delle attività: una regola legata al valore prodotto localmente richiede di esaminare stabilimenti, componenti e lavorazioni, non soltanto la sede del marchio. La presenza di Leapmotor al Salone, da sola, non dimostra l’idoneità dei suoi modelli a un futuro incentivo europeo.

Che cosa potrebbe cambiare per Stellantis

Sul piano economico, un sostegno efficace alla produzione locale potrebbe aiutare a utilizzare meglio gli impianti e a distribuire i costi fissi su un maggior numero di vetture. Il beneficio non è però automatico: dipende dai modelli ammessi, dalla domanda aggiuntiva generata e dall’entità del contributo. Una vendita incentivata che sostituisce una vendita già prevista produce effetti diversi da un nuovo ordine.

C’è poi la ripartizione del vantaggio. Una parte dell’aiuto può tradursi in un prezzo più basso per il cliente; un’altra può sostenere i margini del produttore o gli investimenti nella filiera. Senza le condizioni definitive non è possibile quantificarla. Per chi segue Stellantis, il segnale da controllare è dunque il passaggio dalla richiesta politica a criteri applicabili ai singoli veicoli.

La conclusione è che difendere la capacità produttiva europea richiede più di un’etichetta. Incentivi e requisiti locali possono incidere su dove si investe, ma la competizione resta legata a costo, qualità e attrattività delle auto. Filosa chiede che la politica industriale riconosca chi costruisce valore nel continente; il risultato per il gruppo dipenderà da come quelle condizioni saranno definite e dalla risposta dei clienti.

Andamento recente di Stellantis

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