Porsche AG punta a ricavi di gruppo tra 41 e 45 miliardi di euro e a un margine operativo sulle vendite del 10–15% nel medio termine. Sono gli obiettivi finanziari della strategia «Sportwagenschmiede ’35», presentata il 7 ottobre al Capital Markets Day di Weissach. Il costruttore vuole aumentare il peso delle vetture più redditizie, semplificare la gamma e abbassare i costi, mantenendo motori a combustione, ibridi plug-in ed elettrici.
Nel comunicato ufficiale sulla strategia al 2035, Porsche precisa che raggiungere la parte alta degli intervalli richiederà un miglioramento dello scenario macroeconomico, geopolitico e normativo e/o ulteriori iniziative di creazione di valore. Si tratta dunque di traguardi industriali condizionati, non di risultati già acquisiti.
Obiettivo di pareggio sotto 200 mila vetture
Il gruppo mira a portare la soglia di pareggio sotto le 200 mila vetture vendute, sulla base di ipotesi molto prudenti per la Cina. Per la divisione Automotive indica inoltre un margine di flusso di cassa netto del 9–12% nel medio termine. Nel lungo periodo gli obiettivi strategici restano il 15% per il margine operativo di gruppo e il 12% per quello di cassa dell’Automotive.
Il significato economico è ridurre la dipendenza dai volumi per coprire i costi. Una soglia di pareggio più bassa può rendere il conto economico meno vulnerabile a una domanda debole; non garantisce però il margine previsto. Quel risultato dipende anche dal prezzo effettivo di vendita e dal peso dei modelli più remunerativi. Per valutare l’esecuzione del piano, quindi, il numero di consegne da solo sarà insufficiente: andrà letto insieme a redditività e generazione di cassa.
Nuove sportive e SUV: le tappe dal 2028
Il primo anno di piena produzione delle 718 Boxster e Cayman elettriche è previsto nel 2028. Nello stesso anno è previsto un nuovo SUV con motorizzazioni a combustione e ibride plug-in, da affiancare alla Macan elettrica. Dopo l’avvio produttivo, Porsche si attende un contributo apprezzabile a vendite e utili dal 2029.
La società sta sviluppando anche una piattaforma per una supersportiva a motore centrale, posizionata sopra la 911, e valuta un SUV superiore alla Cayenne. Quest’ultimo resta un progetto allo studio. Fino al 2030 il piano prevede almeno una novità capace di caratterizzare il marchio ogni anno.
Meno varianti, maggiore valore per vettura
Porsche intende ridurre di circa il 20% le varianti di modello e aumentare di circa il 30% i volumi medi per variante nel medio termine. Per i modelli di vertice punta a un prezzo medio di vendita superiore di circa il 20%: la percentuale non equivale a un rincaro generalizzato dell’intera gamma. Il programma di personalizzazione Sonderwunsch dovrebbe moltiplicare per sei le vendite nel medio termine.
La razionalizzazione dovrebbe permettere di concentrare sviluppo e produzione su un numero minore di configurazioni. È il passaggio operativo che collega l’esclusività alla redditività: vendere un prodotto più costoso aiuta soltanto se il maggiore ricavo non viene assorbito dalla complessità necessaria a realizzarlo.
Costi e organico: la parte più impegnativa del piano
Tra i traguardi figurano costi di sviluppo delle future linee di modelli inferiori fino al 20%, costi del personale produttivo in calo fino al 30% e spese di vendita e distribuzione ridotte del 20%. Le posizioni manageriali dovrebbero diminuire del 40% nel medio termine, mentre per l’organico complessivo, diretto e indiretto, il piano indica una riduzione del 25% nel medio termine e un obiettivo strategico del 30%.
Il pacchetto per il futuro già concordato comprende una riduzione socialmente responsabile di 9 mila posti e la tutela occupazionale del personale di base fino al 2035. La riduzione di 9 mila posti appartiene quindi a un accordo precedente; il comunicato non la presenta come un taglio aggiuntivo da sommare alle percentuali della strategia. Porsche prevede infine un picco degli investimenti nel 2026, seguito da una diminuzione significativa nel medio termine: anche da questa transizione dipenderà il recupero della cassa.



