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Grano USA, vendite per 12 milioni di tonnellate su 20,4 milioni di esportazioni previste nella stagione. Quanto resta da vendere e cosa conta per i prezzi

Carico di grano nella stiva di una nave accanto ai silos con la scritta Grano USA
Grano USA, le vendite coprono circa il 59% delle esportazioni previste per la campagna. Per leggere i prezzi occorre distinguere ordini, consegne e varietà.
In sintesi
  • Vendite cumulate pari a 12 milioni di tonnellate.
  • Il divario con la previsione stagionale è di circa 8,4 milioni.
  • Ordini e spedizioni misurano due momenti diversi.

Il grano USA ha già trovato compratori per circa 12 milioni di tonnellate nella campagna commerciale in corso. A fronte di esportazioni previste per 20,4 milioni, gli impegni di vendita coprono circa il 59% del totale atteso. Restano circa 8,4 milioni di tonnellate di vendite da raggiungere se la previsione stagionale rimane invariata. Per capire che cosa implica per i prezzi, il passaggio decisivo è seguire il grano dal contratto al porto.

Quanta domanda è già acquisita

Il rapporto commerciale di U.S. Wheat Associates del 5 novembre riassume le rilevazioni settimanali del Dipartimento dell’Agricoltura americano. Le vendite cumulate comprendono sia i quantitativi già esportati sia quelli che gli operatori si sono impegnati a consegnare. Un carico già venduto che lascia il porto passa dalla seconda voce alla prima. Contarlo come una nuova vendita gonfierebbe la misura della domanda.

Anche gli 8,4 milioni residui vanno letti con attenzione. La cifra misura la distanza fra gli impegni acquisiti e una previsione per tutta la stagione. Per sapere quanto resta fisicamente da imbarcare occorre aggiungere anche gli ordini già raccolti che aspettano la consegna.

Perché il 59% può cambiare anche a ordini fermi

Il rapporto ha due componenti. Nuovi contratti, al netto delle cancellazioni, cambiano le tonnellate vendute. Una revisione della previsione annuale cambia invece il termine di confronto. Se, per esempio, la stima passasse da 20,4 a 21 milioni a vendite ferme, la quota coperta scenderebbe dal 58,8% al 57,1%. È un esempio aritmetico che spiega perché una percentuale più bassa può convivere con un portafoglio ordini invariato.

Che cosa osservare nei prezzi del grano

Chi segue la quotazione del grano può affiancare al prezzo del contratto due confronti. Il primo è con le vendite accumulate allo stesso punto della campagna precedente, così da tenere conto della stagionalità. Il secondo riguarda la varietà richiesta dai compratori. Un ordine di grano duro per la pasta e uno di grano tenero per biscotti contribuiscono entrambi al totale nazionale, ma interessano utilizzatori e forniture differenti.

Nel prossimo rapporto la combinazione più informativa sarà la variazione degli ordini ancora da evadere insieme a quella delle spedizioni. Se gli ordini in attesa scendono mentre le partenze accelerano, gli esportatori stanno consegnando quanto già venduto. Se invece crescono gli ordini e rallentano le partenze, la domanda commerciale precede il movimento fisico della merce. È questa distinzione a dare un significato di mercato al prossimo aggiornamento.

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