Bijou Brigitte ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con ricavi per 250,7 milioni di euro, in aumento dell’1,5% rispetto ai 246,9 milioni dello stesso periodo del 2025. Il comunicato societario del 6 ottobre fotografa una crescita di 3,8 milioni, mentre la rete conta 904 negozi, lo stesso numero registrato alla fine dello scorso anno.
Vendite in aumento, rete stabile
L’aggiornamento riguarda il fatturato consolidato del gruppo di accessori e bigiotteria, non l’utile dei nove mesi. La distinzione conta perché l’aumento delle vendite misura l’attività commerciale, mentre la redditività dipende anche dai costi e dalle componenti non ricorrenti.
Il numero di punti vendita al 30 settembre non è cambiato rispetto al 31 dicembre 2025. Questo consente di dire che i ricavi sono cresciuti senza un ampliamento netto della rete rispetto a quella data. Non permette però di qualificare il risultato come crescita a parità di negozi: due fotografie del numero di sedi non descrivono aperture, chiusure, tempi di operatività o contributo degli altri canali.
Per la fine del 2026 la società prevede una rete leggermente più ampia rispetto all’anno precedente. Il comunicato non indica quanti nuovi negozi siano attesi né quantifica il loro contributo alle vendite.
L’obiettivo sugli utili ha una componente diversa
Il dato commerciale arriva dopo il rialzo delle previsioni annunciato il 15 settembre. In quell’occasione il consiglio di amministrazione aveva portato l’obiettivo di utile prima delle imposte per il 2026 a 30–40 milioni di euro, aumentando entrambi gli estremi della precedente forchetta di 5 milioni.
La società aveva attribuito la revisione alla conclusione favorevole di una controversia nel primo semestre, il cui effetto positivo veniva incluso nelle stime annuali. Le altre indicazioni per il 2026 erano rimaste invariate. Il comunicato odierno sui ricavi non annuncia un ulteriore aumento di quella previsione.
Nel 2025 l’utile prima delle imposte era stato di 34,7 milioni. Il punto medio del nuovo intervallo, 35 milioni, lo supera di appena 0,3 milioni: circa lo 0,9%, secondo il calcolo redazionale sui valori pubblicati. È un confronto indicativo, non una previsione puntuale della società. La forchetta comprende infatti sia un risultato inferiore sia uno superiore a quello dell’anno scorso.
Per leggere il prossimo bilancio sarà quindi utile distinguere la tenuta delle vendite dalla qualità degli utili. I 3,8 milioni di ricavi aggiuntivi documentano una crescita commerciale; i 5 milioni incorporati nel rialzo della previsione derivano invece dalla controversia. Sommarli o considerarli manifestazioni dello stesso miglioramento operativo confonderebbe grandezze e cause diverse. L’aggiornamento di ottobre non fornisce margini o utile a nove mesi con cui misurare quanto delle maggiori vendite sia arrivato al risultato economico.



