BASF presenterà al congresso internazionale IFSCC di Perth, in programma dal 28 settembre al 1° ottobre 2026, tre lavori dedicati agli ingredienti per la cura della pelle. Il programma comprende un intervento sull’estrazione di composti vegetali e due poster su collagene e biopolimeri. È un aggiornamento sulla ricerca della divisione Care Chemicals: il comunicato del gruppo non annuncia il lancio di prodotti, investimenti specifici o ricavi attesi.
Acqua di cocco come solvente per gli estratti vegetali
Nel contributo orale, la ricercatrice Nicole Lv descriverà l’impiego di acque di origine vegetale, in particolare acqua di cocco, per estrarre sostanze da piante utilizzate in cosmetica. Secondo BASF, nelle prove condotte questo solvente ha aumentato il contenuto di polifenoli ottenuto da diverse matrici botaniche. Gli estratti di rosa e agrumi sono risultati arricchiti, rispettivamente, di specifiche famiglie di composti chiamate glicosidi dei flavonoli e dei flavanoni. Il gruppo riferisce inoltre osservazioni sulla coesione dell’epidermide e sulla resistenza della barriera cutanea.
Il punto industriale è la possibilità di combinare la scelta del solvente con la composizione dell’ingrediente finale. Per capire se il metodo sia competitivo su scala produttiva servirebbero però dati confrontabili su resa, consumo di risorse, costi e stabilità degli estratti. Il comunicato non li fornisce. La presentazione è prevista il 30 settembre nella sessione dedicata a formulazione e approvvigionamento biologico.
Peptidi mirati al collagene alterato
Un poster riguarda i collagen hybridizing peptides, o CHP, molecole progettate per legarsi al collagene danneggiato. BASF afferma che un candidato studiato in ambito clinico ha mostrato legame selettivo con il collagene alterato, maggiore produzione di procollagene di tipo I e segnali coerenti con processi di riparazione del tessuto. Il gruppo riferisce anche una riduzione del collagene danneggiato.
La distinzione tra risultato di ricerca ed efficacia dimostrata per un cosmetico in commercio è essenziale. Il comunicato non riporta numero dei partecipanti, durata, gruppo di confronto o dimensione dell’effetto. Senza questi elementi non si può valutare la solidità clinica del risultato né estenderlo a prodotti futuri.
Film di biopolimeri e trasporto dell’acqua
Nel terzo lavoro, sviluppato con ricercatori della Stanford University, il gruppo studia come polisaccaridi di origine biologica formano film sulla pelle e influenzano il passaggio dell’acqua nello strato corneo. BASF riferisce risultati favorevoli sulla ritenzione dell’idratazione, sulla penetrazione degli emollienti e sulla riduzione dello stress associato all’essiccamento. Anche qui il comunicato descrive la direzione della ricerca, ma non presenta misure quantitative che consentano un confronto fra formulazioni. I tre interventi hanno quindi oggetti e livelli di evidenza diversi: un processo estrattivo, un candidato peptidico studiato clinicamente e un’indagine sul comportamento dei materiali.
Che cosa dovranno chiarire i risultati completi
Per BASF, la ricerca può ampliare le opzioni offerte ai produttori di cosmetici nella scelta di attivi e materiali per le formulazioni. La rilevanza commerciale dipenderà però da verifiche successive: riproducibilità degli studi, prestazioni rispetto agli ingredienti esistenti, sostenibilità misurata lungo il processo e possibilità di produzione su scala. Il tema del congresso è la bellezza sostenibile, ma l’origine vegetale di un solvente o di un polimero, da sola, non dimostra un minore impatto ambientale. In assenza di dati pubblici comparabili e di un calendario di lancio, non c’è una base per attribuire a queste presentazioni un effetto immediato sui conti di BASF.



