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RedFish torna in utile nel semestre, debito netto in aumento del 60%

Utile di 143 mila euro al 30 giugno. Il contributo delle partecipazioni cresce, mentre il debito netto supera di poco il patrimonio.
Illustrazione di un portafoglio industriale in miniatura e pesi, simbolo di investimenti e debito
In sintesi
  • Risultato positivo per 143 mila euro, contro una perdita di 76 mila nel primo semestre 2025.
  • Debito netto a 15,2 milioni: +5,7 milioni rispetto a dicembre.
  • Rapporto debito netto/patrimonio da 0,79 a 1,06 volte sui valori comunicati.

RedFish Listing Partners chiude il primo semestre 2026 con un utile di 143 mila euro, dopo la perdita di 76 mila euro di un anno prima. Il miglioramento del risultato accompagna però un incremento del debito finanziario netto, salito a 15,2 milioni dai 9,5 milioni di fine 2025.

Il comunicato della società, diffuso il 7 ottobre, riguarda il bilancio intermedio al 30 giugno approvato dal consiglio il 5 ottobre. La holding di partecipazioni e servizi è quotata sul mercato Freiverkehr della Borsa di Düsseldorf, con ISIN IT0005598039.

Il contributo delle partecipazioni

I ricavi raggiungono 127 mila euro, contro 10 mila nel primo semestre 2025. L’EBITDA resta negativo per 49 mila euro, ma migliora rispetto ai precedenti 167 mila euro di perdita operativa a questo livello. Dividendi e plusvalenze da cessioni di partecipazioni ammontano invece a 1,08 milioni, da 211 mila euro.

La distinzione conta per leggere il risultato di una holding: il ritorno all’utile non coincide con un EBITDA positivo. Il contributo delle partecipazioni è una componente rilevante del resoconto, mentre il comunicato non separa i dividendi dalle plusvalenze. Non è quindi possibile ricavare da questi soli dati quanto di tale voce dipenda da cessioni ripetibili nei prossimi semestri.

Il debito cresce più del patrimonio

Il capitale investito netto passa da 21,5 a 30 milioni di euro, mentre il patrimonio netto sale da 12,1 a 14,4 milioni. Sui valori arrotondati comunicati, l’aumento del debito netto è di 5,7 milioni, pari al 60%; quello del patrimonio è di 2,3 milioni, circa il 19%.

Il rapporto fra debito netto e patrimonio netto sale così da circa 0,79 a 1,06 volte: per ogni euro di patrimonio, il debito netto supera ora di poco un euro. È un calcolo redazionale sui dati di bilancio, non una soglia contrattuale né un giudizio sulla solvibilità. Segnala tuttavia che l’espansione degli investimenti si accompagna a un maggiore peso dell’indebitamento.

Il presidente Paolo Pescetto attribuisce il miglioramento anche alla ripresa delle small cap e al contributo di Redfish Capital Debt. Per il secondo semestre il management indica una gestione attiva e la rotazione del portafoglio. Per valutare la continuità del recupero resteranno quindi centrali sia i risultati delle partecipazioni sia l’evoluzione del debito.

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