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Lo yen restituisce il guadagno dopo i dati USA: USD/JPY risale anche con il dollaro debole

USD/JPY recupera dal minimo di 156,95 verso 157,65 nella rilevazione del pomeriggio. Il lavoro USA rallenta, mentre le opinioni BoJ non fissano un calendario per le prossime strette.
Illustrazione generata con IA: moneta da cinque yen e banconota in dollari davanti allo skyline di Tokyo.
In sintesi
  • USD/JPY risale da 156,95 verso 157,65 dopo il rapporto sul lavoro USA.
  • Il rimbalzo vale circa lo 0,45%, ma la coppia resta in calo nella rilevazione giornaliera.
  • Le opinioni BoJ sostengono possibili ulteriori rialzi senza fissarne la data.

Lo yen ha restituito il guadagno maturato subito dopo il rapporto sul lavoro statunitense di venerdì 2 ottobre. Nella rilevazione di mercato delle 14:31 GMT, il cambio USD/JPY risaliva verso 157,65 dopo essere sceso brevemente a 156,95. Il dollaro restava debole nel confronto con il paniere di valute del suo indice: il recupero della coppia non coincideva quindi con un rafforzamento generalizzato della valuta americana.

Il rimbalzo del cambio non cancella il calo giornaliero

Tra 156,95 e 157,65 il recupero di USD/JPY è di 0,70 yen per dollaro, circa lo 0,45%: un calcolo redazionale sulle due quotazioni della rilevazione, non una performance di chiusura. Intorno a 157,65 la coppia risultava ancora in calo dello 0,28% nella giornata. Restituire il movimento successivo ai payrolls non significa dunque cancellare tutte le perdite giornaliere del dollaro contro lo yen.

La scheda del cambio dollaro/yen spiega la convenzione: quando USD/JPY sale, un dollaro corrisponde a un numero maggiore di yen. Un indice del dollaro misura invece il confronto con un paniere. Le due grandezze possono muoversi in direzioni diverse; il loro andamento non identifica da solo quali flussi abbiano determinato il rimbalzo.

I payrolls indeboliscono il quadro americano

Il rapporto ufficiale del Bureau of Labor Statistics registra 29.000 posti non agricoli in più a settembre, contro i 133.000 di agosto rivisti. Le correzioni di luglio e agosto sottraggono complessivamente 60.000 posti alle stime precedenti. La disoccupazione è al 4,2% e i salari orari crescono del 3% annuo.

Per il cambio conta il possibile effetto sulle aspettative monetarie: assunzioni più lente possono ridurre una parte delle pressioni di domanda. È una lettura economica, non una decisione della Federal Reserve. Il dato non rende automatico un taglio dei tassi e non consente, da solo, di escludere un rialzo.

La BoJ lascia aperto il percorso dei tassi

La sintesi delle opinioni della riunione BoJ di settembre, pubblicata il 1° ottobre contiene posizioni favorevoli a ulteriori rialzi in funzione di economia, prezzi e condizioni finanziarie. Riporta anche valutazioni contrarie a una stretta nella riunione e un richiamo a non agire precipitosamente. I rappresentanti del Cabinet Office chiedono di esaminare gli effetti cumulativi degli aumenti già effettuati.

Il documento raccoglie opinioni diverse e non promette una data per il prossimo intervento. La lettura redazionale è che segnali favorevoli allo yen sul piano monetario possono convivere con una seduta debole: tra il dato economico e il prezzo della valuta intervengono aspettative già incorporate e reazioni degli operatori. Le quotazioni citate restano riferite al pomeriggio, senza anticipare la chiusura.

Andamento recente di USD/JPY

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Il grafico verrà caricato quando i dati saranno disponibili.

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