La produzione statunitense di gas naturale ha raggiunto un massimo storico nel luglio 2026. L’EIA registra un’estrazione lorda di 137 miliardi di piedi cubi al giorno, il primo nuovo record mensile del 2026 dopo cinque mesi da primato nel 2025. Il dato, pubblicato il 2 ottobre, descrive gas estratto alla testa del pozzo: non equivale al volume pronto per il consumo o disponibile per l’esportazione.
Texas e New Mexico guidano l’aumento
L’EIA attribuisce principalmente il nuovo massimo ai pozzi entrati in attività in Texas e New Mexico, gli Stati che ospitano il bacino del Permian. Tra giugno e luglio la loro estrazione lorda complessiva è aumentata di 1,7 miliardi di piedi cubi al giorno, pari al 3,2%. Anche Louisiana, Oklahoma e North Dakota hanno registrato aumenti, ciascuno superiori a 0,1 miliardi di piedi cubi al giorno.
Il Permian è un’area di produzione sia petrolifera sia gassifera. L’agenzia segnala rapporti gas/petrolio in aumento: questa relazione aiuta a capire perché il volume di gas possa crescere anche nei bacini associati all’estrazione di greggio. Il dato nazionale non va però trasformato in una misura della produzione di ogni singolo operatore.
Tre misure diverse, tutte su livelli record
L’estrazione lorda comprende l’intero flusso di gas proveniente dai pozzi petroliferi e gassiferi. La produzione commercializzata sottrae il gas utilizzato per mantenere la pressione dei giacimenti, quello disperso o bruciato e i gas non idrocarburici rimossi. La produzione secca esclude anche i liquidi separati negli impianti ed è la misura del gas idoneo al consumo.
Secondo l’EIA, luglio ha segnato massimi storici anche per produzione commercializzata e secca. Questo conferma che il record non riguarda soltanto il flusso grezzo. Non autorizza però a usare i 137 miliardi come quantità di gas secco: le tre serie misurano passaggi diversi della filiera e non sono intercambiabili.
I gasdotti aiutano a trasformare l’estrazione in offerta utilizzabile
Le nuove infrastrutture di trasporto stanno alleviando strozzature storiche in Texas. L’EIA indica tra i progetti la Hugh Brinson Pipeline, che ha avviato flussi interstatali in anticipo sul programma durante l’estate. Una maggiore capacità di uscita dal Permian sostiene la produzione e collega il bacino ai terminali di gas naturale liquefatto sulla costa del Golfo.
La conseguenza economica è concreta: un pozzo può produrre di più soltanto se il gas trova anche capacità di trattamento e trasporto. Ampliare questi collegamenti può ridurre un vincolo locale; non significa che ogni volume aggiuntivo sia già stato liquefatto, caricato su una nave o consegnato all’estero.
Perché il record non implica automaticamente prezzi più bassi
La lettura redazionale è che l’offerta va confrontata con domanda interna, scorte e capacità di esportazione. A parità delle altre condizioni, più produzione può attenuare la scarsità; una domanda più elevata può però assorbire l’incremento. Il comunicato non quantifica una variazione dei prezzi causata dal record di luglio.
Per chi segue il gas naturale, conta inoltre il calendario: il dato descrive luglio e viene diffuso in ottobre. È utile per valutare la capacità produttiva della filiera, ma non è una fotografia dei flussi odierni né una previsione per l’inverno. La distinzione fra estrazione lorda e gas secco permette di confrontare correttamente produzione, consumi ed esportazioni senza sommare grandezze non omogenee.




