Sanofi e GlaxoSmithKline hanno affermato che gli studi clinici del loro vaccino COVID-19 hanno mostrato una risposta immunitaria insufficiente nelle persone anziane. Le società hanno confermato che il lancio della terapia è stato rimandato alla fine del prossimo anno, segnando una battuta d’arresto nella lotta globale contro la pandemia. Per i trader che hanno scelto di investire in Azioni Sanofi, il titolo registra un netto calo di circa il 2,70% a Parigi.

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Vaccino Sanofi, l’annuncio di questa mattina

L’annuncio di oggi, che ha evidenziato le sfide dello sviluppo di terapie a velocità record, ostacola gli sforzi per studiare le molteplici opzioni che, secondo gli esperti, il mondo ha bisogno per contrastare una malattia che ha ucciso oltre 1,5 milioni di persone.

La notizia, inoltre, arrivata lo stesso giorno in cui l’Australia ha sospeso un progetto di vaccino nazionale. Molti governi avevano già prenotato centinaia di milioni di dosi del vaccino Sanofi, tra cui Unione Europea, Stati Uniti e Gran Bretagna.

Come premesso, le azioni Sanofi sono scese del 2,8% alle 09:10 GMT, mentre il titolo della britannica GSK è salito dello 0,2%.

Le due società hanno affermato di aver pianificato di avviare un altro studio il prossimo febbraio, sperando di arrivare un vaccino più efficace entro la fine del 2021.

La battuta d’arresto colpisce una delle tecnologie più consolidate nei vaccini, utilizzata già contro il papillomavirus umano, l’epatite B e la pertosse tra gli altri patogeni. Questo tipo di terapia mira a introdurre proteine prodotte in laboratorio nel corpo, per spingere il sistema immunitario a sviluppare una difesa mirata contro il virus.

La concorrenza

Al contempo, si consolida il vantaggio di approcci più moderni utilizzati da vaccini come PfizerBioNTech e Moderna. In questi casi, la tecnologia genetica utilizzata è quella dell’mRNA, per indurre l’organismo a produrre specifiche proteine. Entrambe le terapie sono risultate efficaci per circa il 95%.

Ritardi e ulteriori sperimentazioni non sono insoliti, ma l’annuncio di Sanofi / GSK evidenzia l’insieme unico di sfide che i produttori di farmaci devono affrontare in termini di scienza, velocità e logistica multitasking, durante una pandemia che ha schiacciato le economie globali.

Si tratta anche di una spiegazione al perché i governi si sono assicurati dosi del vaccino da diversi sviluppatori.

Ritardato a fine 2021

Nel dettaglio, Sanofi ha detto che i risultati di oggi degli studi di Fase I/II hanno mostrato:

una risposta immunitaria paragonabile a quella dei pazienti che si sono ripresi dal COVID-19 negli adulti di età compresa tra 18 e 49 anni, ma una bassa risposta immunitaria negli anziani, probabilmente a causa di una concentrazione insufficiente dell’antigene. Con questo tipo di vaccino, il risultato non è una sorpresa, sappiamo che è necessario più antigene nei pazienti più anziani. Ma  nella fase I e II, i produttori di farmaci testano la tolleranza e non si possono testare dosaggi forti.

Gli studi di Fase III avrebbero dovuto iniziare questo mese. Tuttavia, l’azienda ha confermato che lancerà uno studio di fase 2b a febbraio. Tale studio includerà una proposta di confronto con un vaccino COVID-19 autorizzato.

Se i dati risulteranno positivi, uno studio globale di Fase III potrebbe iniziare nel secondo trimestre del 2021. La disponibilità del vaccino potrebbe quindi arrivare alla fine del prossimo anno.

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