E’ di poche ore fa la notizia che Samsung interromperà le attività della sua ultima fabbrica di computer in Cina, l’ultimo produttore straniero che ancora permaneva nella seconda economia mondiale. Già da qualche mese le aziende presenti sul territorio di Pechino stanno ripensando l’organizzazione della produzione e delle catene di approvvigionamento, tenendo conto dell’aumento del costo del lavoro cinese, la guerra commerciale USA-Cina e la crisi derivante dalla pandemia di COVID-19.

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I dettagli

Circa la metà dei 1.700 dipendenti a contratto presso la Samsung Electronics Suzhou Computer saranno interessati dalla decisione, esclusi quelli coinvolti nella ricerca e nello sviluppo. La notizia è stata riportata dal South China Morning Post, citando un avviso allo staff Samsung.

Secondo il quotidiano di Hong Kong, la fabbrica ha spedito beni per 4,3 miliardi di dollari dalla Cina nel 2012, una cifra che era scesa a $ 1 miliardo già nel 2018.

Un portavoce di Samsung, interpellato al riguardo, ha rifiutato di commentare le entrate e le spedizioni della fabbrica, o dettagli riguardanti i dipendenti.

La società sud coreana, invece, in una nota ha precisato che:

La Cina rimane un mercato importante per Samsung e continueremo a fornire prodotti e servizi di qualità superiore ai consumatori cinesi.

Samsung ha chiuso la sua ultima fabbrica di smartphone in Cina l’anno scorso. Le sue strutture rimanenti includono due siti di produzione di semiconduttori a Suzhou e Xi’an.

La crisi e la sfida con Huawei

Nel frattempo, la crisi di Samsung ha reso Huawei il più grande marchio di smartphone al mondo per la prima volta. Si ricorda che, per chi fosse interessato a comprare azioni Huawei, il trading sul titolo non è possibile in campo azionario, ma solo obbligazionario.  

Secondo un recente rapporto di mercato nel settore della tecnologia mobile, Huawei è diventato il principale venditore di smartphone al mondo lo scorso trimestre, superando Samsung (a anche Apple) per la prima volta in assoluto.

La società cinese ha spedito 55,8 milioni di telefoni d aprile a giugno, superando il rivale di lunga data Samsung, che ne ha spediti 53,7 milioni.

Questo risultato arriva nonostante la guerra degli USA all’economia cinese. Una lunga campagna di pressioni statunitensi contro Huawei ha ostacolato, infatti, il business globale dell’azienda di Shenzhen.

Pertanto, gli analisti ritengono che la vittoria di Huawei su Samsung non sarebbe avvenuta senza Covid-19. L’azienda cinese è stata in grado di sfruttare la ripresa economica di Pechino, che rappresenta il 70% della sua clientela. Samsung ha invece una presenza molto più piccola in Cina, rispetto al rivale, e nel resto del mondo la crisi economica generata dal virus è ancora forte.

Sul lungo termine, ci si attende un nuovo contro sorpasso. L’attività globale di Huawei nel settore degli smartphone e delle telecomunicazioni continuerà, infatti, a subire le conseguenze delle sanzioni statunitensi che hanno estromesso la società cinese dalle principali tecnologie e forniture americane. Anche alcuni paesi europei, pur non dichiarando apertamente l’obiettivo, hanno escluso Huawei dagli appalti per le reti 5G.

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