Tra la giornata di ieri e la seduta odierna, il prezzo del petrolio continua a subire forti oscillazioni, a causa delle incertezze dei mercati. La settimana è iniziata con nuovi ribassi, anche se molto lontani dalla caduta di Aprile. In mattinata, invece, la quotazione sembra risalire.

Questa condizione di instabilità dipende principalmente dall’eccesso di offerta che si è venuto a creare a causa della diffusione del covid19. Attualmente, in particolare sui mercati asiatici, si teme un nuova ondata di contagi, soprattutto in Cina e in Corea del Sud.

Un timore che nei prossimi mesi potrebbe interessare anche Europa e Stati Uniti, mantenendo la quotazione del greggio piuttosto debole, fino al 2021, secondo diverse previsioni.

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Prezzo Petrolio: quotazione in tempo reale oggi 12 Maggio

Mentre scriviamo, il greggio WTI tocca quota 24,62 dollari, in rialzo dell’1,99%. Stando ai grafici, la risalita iniziata il 28 Aprile sembrerebbe però subire una battuta d’arresto. Il prezzo sta incontrando la resistenza dei mercati, mostrandosi ancora molto debole. La quotazione massima raggiunta in questi ultimi giorni è stata di 26 dollari, il 7 maggio.

La condizione del Brent è molto simile, quotato attualmente a 30,05 dollari, in rialzo dell’1,42%. Ricordiamo che solo il 22 Aprile il prezzo del Brent toccava i minimi storici, attorno a quota 16 dollari. La variazione su un anno, attualmente, è di -57,72%. Nella seduta odierna, tuttavia, il greggio europeo sembrerebbe mostrare una maggiore forza, rispetto al WTI.

Petrolio e materie prime: le previsioni per i prossimi mesi

In un simile contesto di profonda incertezza, i traders si chiedono come comprare e investire sul petrolio in Borsa in questo mondo.

Stando agli analisti di Pramerica SGR, società di gestione risparmio con sedi in tutto il mondo, per assistere ad una normalizzazione del prezzo del petrolio serviranno almeno 18 mesi.

Occorre menzionare una differenza tra la condizione del WTI e del Brent. Nel primo caso, c’è la possibilità che si arrivi alla saturazione prima della risoluzione dei contratti, poiché il greggio WTI prevede una liquidazione fisica. Il Brent, invece, viene scambiato in modo indipendente, stoccato direttamente nelle petroliere.

Da ciò deriva la migliore tenuta del greggio europeo durante la crisi di Aprile. Per gli stessi motivi, la ripresa potrebbe avvenire prima per il Brent che per il WTI.

Ad ogni modo, secondo Pramerica SGR, il fattore più rilevante per le previsioni future rimane la domanda. Per i prossimi mesi, naturalmente, la domanda dell’oro nero rimarrà condizionata dalla pandemia.

A lungo termine, i tagli concordati dall’OPEC avranno effetto, anche se con ritardo rispetto alle previsioni. Ciò significa che potrebbero volerci tra i 18 e i 24 mesi, per assistere alla normalizzazione del prezzo del petrolio.

Per il mercato delle materie prime, si sta aprendo una nuova tendenza tra gli investitori, che è quella del commercio di platino e palladio. Al contrario delle Commodities tradizionali come il petrolio e l’oro, i due metalli stanno prendendo forza, con previsioni entro la fine dell’anno molto positive.

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