E’ in calo più del previsto, e con una maggiore rapidità, la produzione del Petrolio negli USA. Le estrazioni segnano un preoccupante -15%, con gli esperti pronti a scommettere che la situazione, a breve, sarà ancora peggiore. Dati alla mano, gli Stati Uniti hanno perso circa 2 milioni di barili al giorno rispetto al mese di Marzo 2020. Secondo il parere di alcuni analisti, dagli attuali 11 milioni di barili al giorno (13 milioni il livello pre pandemia), presto si arriverà a 9 milioni. La situazione dovrebbe poi stabilizzarsi. Attualmente, il numero di trivelle per l’estrazione del greggio, attive negli USA, si è ridotto ai livelli del 2009, ovvero di circa due terzi rispetto ai primi mesi di quest’anno. La situazione richiede ora molta attenzione.

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Petrolio: tra Stati Uniti e Iran nuove tensioni sul trasporto del greggio in Venezuela

Come se non bastasse, Washington deve affrontare l’alleanza Teheran – Caracas che ha tutti i connotati della provocazione politica, vista la storica inimicizia tra gli USA e Iran/Venezuela. Due Stati che la Casa Bianca ha sottoposto a pesantissime sanzioni economiche.

Il 24 Maggio è approdata in Venezuela una petroliera iraniana, la prima di cinque. L’iniziativa farebbe parte di un piano di sostegno all’approvvigionamento di greggio avviato dall’Iran verso il paese sudamericano.

La coppia di nemici statunitensi ha un duplice obiettivo. Da una parte Caracas potrà così sopperire all’insufficienza di scorte di greggio nel Paese. Dall’altra, Teheran guadagna un nuovo centro di influenza.

Hassan Rouhani, Presidente della Repubblica islamica dell’Iran, ha implicitamente confermato strategia e provocazione, dichiarando che qualsiasi tentativo da parte degli USA, di bloccare le petroliere nel Mar dei Caraibi, avrà delle ripercussioni.

Complessivamente, Rouhani consegnerà a Maduro 1,53 milioni di barili di greggio. Il Venezuela, paradossalmente, è uno tra i primi Paesi al mondo per riserva di petrolio, ma la produzione è in crollo da anni. L’emergenza coronavirus ha amplificato questa già grave situazione.

Donald Trump non ha ancora commentato la notizia, ma il mondo si aspetta una reazione forte e chiara. L’asse Teheran/Caracas vìola, di fatto, le sanzioni USA verso i due Paesi.

Le tensioni tra i i tre Paesi rischiano di ripercuotersi anche sui mercati finanziari, già messi a dura prova dall’emergenza mondiale Covid19.

Prezzo Petrolio in tempo reale: la quotazione di oggi 27 Maggio

Gli investitori che stanno tentando di prevedere l’andamento del Petrolio in questi giorni, non hanno certamente un compito facile.

Il greggio WTI è attualmente in ribasso dell’1,11%, a quota 33,97 dollari. Graficamente parlando, è evidente la volatilità dell’asset anche a brevissimo termine. Su base annuale, il prezzo ha perso il 42,39% del suo valore, con un massimo di 52 settimane di 65,65 dollari.

Il petrolio Brent è invece in calo dell’1,41%, a quota 35,66 dollari. In linea con il petrolio USA, anche quello europeo ha perso circa metà del suo valore. In questo caso, il massimo di 52 settimane è di 71,95 dollari.

Pertanto, gli analisti non possono che invitare tutti i traders alla cautela, in attesa di un trend più definito e di una situazione produttiva ed economica mondiale meno incerta.

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