Per i traders che desiderano comprare e investire in Materie Prime, ci sono buone notizie sul prezzo del Petrolio. Il greggio ha reagito alla battuta d’arresto della scorsa settimana, procedendo con un lento, ma forte rialzo. I future sul greggio WTI sono aumentati del 2,3% venerdì, per poi chiudere ai massimi livelli dal 6 marzo. L’aumento complessivo del 9,6% per la settimana segna il settimo rialzo nelle ultime otto settimane. La forza della ripresa della domanda nei giorni scorsi e i prezzi di alcuni dei principali prodotti petroliferi su scala globale hanno contribuito ad invertire la rotta. L’OPEC + ha rassicurato sui tagli alla produzione, nella riunione di giovedì.

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Quotazione petrolio: il parere degli esperti

Sono stati tre gli elementi chiave che hanno innescato il rialzo del prezzo del petrolio durante l’ultima settimana di mercato. Un calo delle scorte di prodotti raffinati negli Stati Uniti, la conferma dell’OPEC sui tagli alla produzione e il crollo degli inventari grezzi a Cushing, in Oklahoma.

Il WTI è stato scambiato sopra i 40 dollari al barile per gran parte della sessione di venerdì, prima che i nuovi timori di un aumento dei casi di coronavirus negli Stati Uniti smorzassero il sentiment degli investitori. California, Florida e Arizona hanno registrato il maggior numero di contagi giornalieri da quando è iniziata la pandemia.

Inoltre, una potenziale ripresa del virus in Cina, il più grande importatore di greggio al mondo, sta offuscando le prospettive a lungo termine sulla materia prima. Il traffico commerciale a Pechino è sensibilmente diminuito, mentre le autorità combattono un nuovo focolaio.

I dati dell’Energy Information Administration di questa settimana mostrano che la produzione è diminuita per l’undicesima settimana consecutiva, a poco più di 10 milioni di barili al giorno. Ciò è dovuto al fatto che il numero di impianti attivi per l’estrazione del petrolio è sceso del 72% nelle ultime 14 settimane, a un livello mai visto da prima che la rivoluzione dello shale oil iniziasse.

Lo spread WTI è salito, nella seduta di venerdì, al livello più forte in un mese. Diversi contratti scadranno lunedì, il che potrebbe aggiungere ulteriore volatilità all’inizio della prossima settimana. Anche il petrolio Brent è tornato a salire sopra i 41 dollari al barile.

Il ruolo dell’Opec

L’accordo dell’OPEC con gli alleati, tra cui la Russia, per frenare la produzione di greggio, ha contribuito ulteriormente a stimolare la ripresa dei prezzi. Perfino il “truffatore” abituale delle quote dell’OPEC, ovvero l’Iraq, ha dichiarato che questo mese attuerà tutti i tagli previsti.

L’OPEC + è sulla strada giusta per riequilibrare il mercato petrolifero mondiale, ma ha ancora molto da lavorare. Questo è il pensiero principale dagli analisti, condiviso dal principe Abdulaziz bin Salman che ha partecipato, nella giornata di giovedì, al Comitato congiunto di monitoraggio ministeriale del gruppo.

Dopo la riunione, alcuni membri hanno dichiarato che le prossime due settimane saranno cruciali per l’OPEC +: tutti i paese dovranno dimostrare che stanno aderendo ai tagli se si vuole supportare il mercato. I traders che hanno scelto di investire sul petrolio attendono dunque con fermento i prossimi giorni, con l’obiettivo di capire la forza dell’attuale trend rialzista.

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