Focus sul mercato delle materie prime, in questo venerdì 17 luglio. Nella seduta odierna, i prezzi del petrolio si muovono al ribasso, pressati dalla crescente incertezza sulla ripresa globale della domanda di carburante. Nel mondo, aumentano i nuovi contagi da coronavirus, mentre i principali produttori di greggio si preparano ad allentare l’offerta. Nel dettaglio, il Petrolio WTI è in calo dello 0.47%, a 40.56. Il Brent è invece in ribasso dello 0.65%, a 43.09 dollari al barile.

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Petrolio, il parere degli analisti

Secondo diversi esperti di mercato, tuttavia, il nuovo calo del prezzo del greggio non prelude a una nuova crisi dell’oro nero. Sia il Brent che il Wti, infatti, nonostante il ribasso, si muovono entro i limiti dei recenti livelli.

Nella giornata di ieri, gli Stati Uniti hanno riportato almeno 75.000 nuovi casi COVID-19, un altro record giornaliero. Spagna e Australia hanno riportato aumenti giornalieri più alti di due mesi. E i casi continuano a salire in India e in Brasile, dove sono state intensificate le misure di blocco.

Questa situazione sta sollevando nuove forti preoccupazioni sulla domanda di petrolio.

l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC) e gli alleati (OPEC +), hanno concordato di aumentare l’approvvigionamento di 9,7 milioni di barili al giorno imposti all’inizio di quest’anno, di 2 milioni di barili, a partire da agosto.

Ma l’effettivo aumento della produzione sarà più vicino a 1 milione di barili al giorno, poiché paesi come l’Iraq, in sovrapproduzione a maggio e a luglio, hanno concordato maggiori riduzioni per agosto e settembre.

Gli analisti prevedono che il mercato rimarrà tra i $ 40- $ 45 al barile, con l’incombente ritorno di alcuni approvvigionamenti statunitensi e l’incertezza sulla domanda di carburante. Infatti, potrebbero essere necessari nuovi blocchi per frenare la ripresa dei casi COVID-19.

L’OPEC aumenta la produzione, l’oro rimane costante

Per i trader interessati a investire sul petrolio, una dovuta riflessione sulla situazione del commercio delle materie prime.

I prezzi del petrolio hanno registrato una chiusura leggermente in rialzo durante la notte, invertendo le perdite accumulate dopo che l’OPEC + ha deciso di ridurre i tagli alla produzione a partire da agosto.

Con le riduzioni della produzione e i dubbi sulla crescita di casi COVID-19 negli Stati Uniti, i prezzi del petrolio sono molto più vicini a un equilibrio che ad una risalita. Il che spiega la decisione dell’OPEC +. Ulteriori guadagni sono possibili, ma solo superando le medie mobili a 200 giorni per il Brent a 48,40 USD al barile e per il WTI a 43,60 USD al barile: obiettivo al momento lontano.

Se l’oro nero desta preoccupazione, a dominare il mercato delle commodity rimane l’oro reale, ancora stabile ai massimi storici.

Il metallo è stato scambiato in un intervallo di dieci dollari durante la notte, finendo ai massimi a 1810,00 USD l’oncia. La forza della quotazione continua a stupire.

Sul lungo termine, si registra un trend solido. Se il dollaro dovesse continuare ad indebolirsi, il metallo prezioso potrebbe raggiungere nuovi livelli record entro pochi mesi.

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