Per i traders interessati a investire sul Petrolio, focus sul rapporto mensile dell’Organizzazione dei paesi esportatori. Secondo l’OPEC, la domanda globale di greggio salirà al livello record di ulteriori 7 milioni di barili al giorno nel 2021, mentre l’economia globale si riprenderà dalla crisi del coronavirus, rimanendo però al di sotto dei livelli del 2019.

Si tratta del primo rapporto del 2020 in cui l’OPEC ha valutato i mercati petroliferi per il prossimo anno. Tuttavia, potrebbero presentarsi ulteriori rischi al ribasso dati dalle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, dai livelli elevati di debito o da una seconda ondata di infezioni da coronavirus.

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Il rapporto OPEC

Il rapporto tiene conto di una crescita contenuta del virus, in un contesto che permetterà la ripresa dei consumi e degli investimenti delle famiglie private. Il tutto supportato dalle massicce misure di stimolo intraprese per combattere la pandemia.

L’OPEC ha anche affermato che entro il 2020 il calo della domanda di petrolio diminuirà di 8,95 milioni di barili al giorno. Dato leggermente inferiore rispetto al rapporto del mese scorso.

Per il 2021 si prevedono incrementi di efficienza e telelavoro, per limitare la crescita della domanda e mantenerla al di sotto dei livelli record del 2019.

Da maggio 2020, l’OPEC e gli alleati guidati dalla Russia hanno ridotto la produzione di quasi 10 milioni di barili al giorno, ovvero un decimo della domanda globale, per aiutare a sostenere i prezzi del petrolio.

Anche la produzione in paesi come Stati Uniti, Norvegia e Canada è diminuita, pur non facendo questi Stati parte dell’accordo OPEC + sui tagli alla produzione.

L’Organizzazione prevede che la fornitura di petrolio non OPEC nel 2020 diminuirà di 3,26 milioni di barili al giorno e aumenterà di soli 0,92 milioni di barili nel 2021.

Nel rapporto viene anche dichiarato che si prevede una crescita della produzione negli Stati Uniti nel 2021 di soli 0,24 milioni di barili, dopo un crollo di 1,37 milioni di barili nel 2020 e l’aumento di 1,7 milioni nel 2019.

Ulteriori dati

L’analisi rileva che l’OPEC ha ridotto l’offerta a giugno di ulteriori 1,89 milioni di barili, a 22,27 milioni di barili, sulla base di fonti secondarie che il gruppo utilizza per monitorare la propria produzione. Ciò equivale al rispetto di oltre il 110% degli impegni presi, più delle stime di maggio dell’84%.

L’OPEC ha previsto che, infine, la domanda complessiva per il greggio per gli Stati membri dell’Organizzazione arriverà quest’anno a 23,8 milioni di barili al giorno, in aumento di 200.000 barili rispetto al mese scorso e con 1,5 milioni di barili in più rispetto a giugno. Questo dato suggerisce che il mantenimento della produzione attuale porterebbe a un deficit di approvvigionamento per il 2020.

Nonostante i tagli, le scorte petrolifere nei paesi industrializzati hanno continuato ad aumentare a maggio di 29,9 milioni di barili, per raggiungere 3,167 miliardi. Si tratta di circa 210 milioni di barili al di sopra di una media quinquennale.

Sul mercato delle materie prime, la quotazione del Petrolio WTI è in calo di circa lo 0,90%, in questo momento, con un prezzo di 39.74. Il Brent è invece quotato a 42.55, con un ribasso dello 0,40%.

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