Le scorte di greggio negli Stati Uniti aumentano inaspettatamente. Questo quanto comunicato dall’EIA (United States Energy Information Administration), contrariamente a tutte le previsioni dei giorni scorsi. I dati confermano che le scorte sono salite di circa 7,9 milioni di barili, gli stock di distillati di 5,5 milioni e solo le scorte di benzine sono in calo, di 0,7 milioni.

Dopo la notizia, il prezzo del petrolio è sceso di nuovo. Nella seduta odierna, il greggio WTI è in ribasso del 2,76%, a quota 32,78. Minimo e massimo di giornata rispettivamente di 32,69 e 33,77 dollari al barile. Anche il Brent risulta in calo, in questo caso del 2,22%, a quota 35,23. Minimo e massimo toccati oggi, rispettivamente di 35,18 e 36,33 dollari.

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Petrolio: cosa accadrà nel mercato energetico nel futuro?

In considerazione del momento economico e politico, ma anche sociale, che il mondo sta vivendo, risulta inevitabile porsi dei quesiti sul futuro. In particolare, su tutte quelle aree che stanno subendo una rivoluzione e, molto probabilmente, cambieranno per sempre. Un esempio ne è, senza dubbio, il mercato energetico.

Come è noto, a Marzo c’è stato il crollo delle Borse a causa del coronavirus che ha generato un forte ribasso sia per il greggio WTI che per il Petrolio Brent. Ad Aprile, il recupero è stato caratterizzato da significativi alti e bassi, derivanti anche dalle incertezze dell’accordo Opec. Inoltre, il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto le stime sul Pil mondiale, prevedendo un ulteriore calo del 3% entro la fine del 2020. E infine, l’Energy Agency ha comunicato la prevista contrazione per la domanda di petrolio, per tutto il 2020.

Tutto questo ha portato alla diminuzione del prezzo del greggio che, a sua volta, ha comportato grosse preoccupazioni per i Paesi produttori i quali, con una quotazione così bassa, difficilmente riuscirebbero a sopravvivere.

Ci sono poi una serie di questioni politiche tra USA, Russia e Cina che potrebbero influire notevolmente sul sostegno all’economia energetica.

In un simile contesto, risulta davvero complicato prevedere come sarà il futuro del mercato petrolifero, ma non sono in pochi a pensare che l’economia del petrolio sia ormai finita.

L’accordo Opec

I traders delle commodities stanno affrontando diverse difficoltà nel cercare di capire come comprare e investire sul petrolio in Borsa in questo particolare momento.

Più di una riflessione va fatta, certamente, sulle iniziative dell’Opec (Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio). Il prossimo 10 giugno si terrà un incontro (virtuale) tra i Paesi partecipanti, in un clima di ritrovata fiducia, dopo il rialzo dei prezzi rispetto ad Aprile.

La situazione è certamente molto diversa dalla precedente riunione, quando Russia e Arabia Saudita non riuscirono ad appianare le divergenze e le circostanze già critiche a causa della pandemia si trasformarono in completo disastro. Tutto questo accadeva durante il mese di Marzo 2020.

Nel complesso, però, l’istituzione dell’Opec ha ben funzionato, nonostante i ciclici attriti tra i vari produttori. Gli analisti e gli investitori hanno fiducia verso un nuovo accordo tra le parti che possa mettere la quotazione al riparo da un altro possibile crollo, in caso di una seconda nuova ondata di contagi da Covid19.

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