Per i trader interessati ad investire nel mercato delle materie prime, l’asset più caldo rimane senz’altro quello dell’oro. Il bene prezioso, nel corso di questo 2020, ha raggiunto livelli record, superando la storica resistenza psicologica a 2000 dollari. Le motivazioni di questo incredibile rally sono abbastanza ovvie: la crisi del coronavirus e le sue conseguenze economiche. Tuttavia, volendo essere più specifici, esistono alcuni fattori determinanti che hanno spinto la risorsa al rialzo. Gli stessi fattori chiave per i prossimi mesi.

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Il rally dell’oro: cosa è accaduto e cosa accadrà

Il primo fattore determinante che ha portato il metallo prezioso a raggiungere quotazioni record è da attribuirsi all’elevata percezione del rischio stimolata dalla pandemia e dal Lockdown. Tutto ciò ha aumentato la domanda di oro come rifugio sicuro.

La seconda motivazione è da ricercarsi nella politica monetaria della FED. L’approccio estremamente accomodante della banca centrale USA, con l’obiettivo di sostenere l’economia in un momento di crisi senza precedenti, ha contribuito ad aumentare i prezzi dell’oro, grazie ai tassi di interesse reali estremamente bassi.

La terza ragione è il deprezzamento del dollaro USA, che ha perso oltre il 7% dal suo massimo di Marzo.

Scendendo ancor più nei dettagli, bisogna fare un riferimento più specifico anche all’operato dell’amministrazione Trump. Il Governo Repubblicano ha fortemente incentrato le proprie strategie sulle guerre commerciali, indebolendo, di fatto, il biglietto verde.

La valuta statunitense rappresenta la moneta rifugio per eccellenza, storicamente parlando. E, attualmente, non esiste alcuna altra valuta legale che può rappresentare un’alternativa valida al dollaro. Di conseguenza, molti investitori del Forex hanno scelto di passare al commercio dell’oro, ritenuto come l’unico bene rifugio in grado di coprire le perdite del crollo del dollaro.

Qual è il futuro del dollaro e dell’oro?

In linea generale, con il miglioramento della situazione sanitaria ed economica negli Stati Uniti, la pressione al ribasso sul biglietto verde dovrebbe indebolirsi. Ci sono però alcuni elementi molto importanti da considerare.

Gli Stati Uniti sono ancora molto lontani dall’arginare la crisi derivante dal coronavirus. Inoltre, la strada per la ripresa dell’economia, vista l’entità del crollo per questo 2020, sarà molto lunga.

Contemporaneamente, il 3 Novembre si terranno le attesissime elezioni presidenziali. Se Trump venisse riconfermato, è probabile che il Governo proseguirà con la stessa politica che, di fatto, ha indebolito il dollaro. Se vincesse Biden, i democratici avrebbero senz’altro bisogno di più tempo per improntare nuove strategie economiche.

Occorre rivolgere lo sguardo anche oltreoceano. Al momento, l’Europa sembra aver gestito meglio degli USA la crisi sanitaria. E l’UE non ha tardato nell’approvare un ingente pacchetto di aiuti per i membri della Comunità.

Nel Vecchio Continente, da alcune settimane, i contagi da COVID19 stanno risalendo vertiginosamente. Nuove difficoltà per l’Europa potrebbero significare, allo stesso tempo, un nuovo rialzo del dollaro.

In conclusione, per l’oro si prospetta un ultimo trimestre di questo incredibile anno all’insegna di nuove importanti possibilità di rialzo, in contesto finanziario altamente volatile e incerto.  

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