Un’importante novità per i trader interessati a comprare Azioni Oracle, in previsione dell’apertura odierna di Wall Street. Secondo quanto riportato dal quotidiano Financial Times, la multinazionale informatica di Santa Clara avrebbe tenuto colloqui preliminari con il proprietario cinese di TikTok, ByteDance, valutando seriamente la possibilità di acquistare le operazioni dell’app negli Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda.

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Oracle, Microsoft, Twitter: tutti vogliono TikTok

Diverse persone informate sulla questione hanno confermato che Oracle è al lavoro con alcuni investitori statunitensi che hanno già una partecipazione in ByteDance, tra cui General Atlantic e Sequoia Capital. Tuttavia, al momento, nessuna delle parti coinvolte ha commentato la notizia.

All’inizio di Agosto, anche Twitter Inc aveva contattato ByteDance per esprimere interesse ad acquisire le operazioni statunitensi di TikTok. Nonostante i nuovi nomi tra i pretendenti, Microsoft Corp rimane ancora la favorita per concludere un accordo, Trump permettendo.

Ci sono però alcune novità anche per quanto riguarda il colosso di Redmond. L’azienda guidata da Satya Nadella avrebbe recentemente espresso la volontà di rilevare le operazioni globali di TikTok al di fuori delle nazioni che aveva delineato all’inizio di agosto.

In particolare, Microsoft sarebbe particolarmente interessata all’acquisto di TikTok in Europa e in India.

Attualmente, ByteDance sarebbe contraria all’idea di vendere qualsiasi attività oltre a quelle negli Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, la scorsa settimana, ha stabilito in 90 giorni il termine ultimo per completare la cessione-acquisizione, aumentando la pressione sulla società cinese per le preoccupazioni sulla sicurezza dei dati personali che gestisce.

Alex Sherman della CNBC afferma che i colloqui di Oracle con TikTok sono in corso e sono progrediti negli ultimi giorni. Secondo quanto riferito, Oracle e Microsoft sono molto più avanti di qualsiasi altro contendente per ottenre l’accordo. La sfida tra i due big USA è dunque iniziata.

Trump promette crediti d’imposta per le aziende che riportano lavoro dalla Cina

La figura di Donald Trump appare sempre più rilevante in tutte le questioni che riguardano la Cina. Nella giornata di ieri, il numero uno della Casa Bianca ha promesso di creare 10 milioni di posti di lavoro in 10 mesi, in parte istituendo crediti d’imposta per le società statunitensi che trasferiscono gli impianti di produzione negli Stati Uniti dalla Cina.

Si tratta senz’altro anche di un’operazione che il tycoon vorrebbe sfruttare come campagna elettorale per le prossime elezioni presidenziali di Novembre 2020.

Secondo l’attuale Presidente USA, se verrà rieletto, il paese si riprenderà con forza dallo shock economico causato dalla pandemia di coronavirus.

L’amministrazione Trump sta agendo su più fronti per riequilibrare i legami economici degli Stati Uniti con la Cina. In particolare, il governo continua a fare leva su importanti restrizioni alle aziende cinesi, come il gigante tecnologico Huawei, o vietando app popolari come TikTok. Un’ondata di ordini esecutivi volti a garantire la produzione interna di prodotti chiave.

Al momento, l’amministrazione sta utilizzando i requisiti e gli incentivi “Buy America” per convincere le aziende statunitensi a rafforzare le catene di approvvigionamento nazionali, in particolare per le forniture critiche, come farmaci e apparecchiature mediche.

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