I trader interessati a investire sul Petrolio sono all’erta per possibili variazioni di prezzo. Prevista per oggi, infatti, la riunione dell’Opec + (Opec insieme ai suoi alleati come la Russia) per esaminare il rispetto dei tagli della produzione di petrolio volti a sostenere i prezzi del greggio durante l’emergenza coronavirus.

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OPEC+, le ultime novità sul meeting

Stando al parere di diversi analisti, è improbabile che l’OPEC + cambi la sua politica di produzione, che attualmente prevede una riduzione della produzione di 7,7 milioni di barili al giorno rispetto al taglio record di 9,7 milioni di barili attuato fino a questo mese.

Piuttosto, l’incontro si concentrerà sul monitoraggio dei tagli da parte di paesi come Iraq, Nigeria e Kazakistan.

Per il mese di Luglio, in una bozza del rapporto dell’organizzazione visionata da Reuters, i tagli sono stati rispettati tra il 95 e il 97%. Si tratta di un valore molto alto e, dunque, positivo.

Fino al mese scorso, il principale esportatore di petrolio, ovvero l’Arabia Saudita, stava ancora pompando al di sotto del suo obiettivo. Al contrario, Iraq e Nigeria, in ritardo rispetto ai membri dell’OPEC del Golfo sulla conformità ai tagli, stavano pompando meno rispetto ai mesi precedenti.

Il re dell’Arabia Saudita, Salman bin Abdulaziz, sta dialogando in queste ore con il presidente nigeriano Muhammadu Buhari. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa statale saudita SPA, i due hanno sottolineato l’importanza del rispetto dei tagli da parte di tutti i paesi partecipanti.

Quotazione petrolio oggi 19 Agosto

Nonostante i dati presumibilmente positivi che verranno confermati in giornata dall’Opec +, la quotazione del Petrolio sul mercato delle materie prime rimane incerta.

I Future Petrolio Greggio WTI sono in calo dello 0,60%, a quota 42,87 dollari al barile. La variazione su 1 anno rimane in negativo del 23,98%, con il massimo di 52 settimane ancora irraggiungibile a 65,65 dollari al barile, toccato durante la prima settimana del 2020.

Incertezza anche per i Future Petrolio Brent, in ribasso dello 0,75%, a quota 45,12 dollari al barile. In questo caso, la variazione su dodici mesi è in negativo del 24,36% con il massimo di 52 settimane fissato a 71,95 dollari al barile.

Le previsioni degli analisti

Le previsioni degli esperti non aiutano i trader ad innalzare il loro livello di fiducia nei confronti della materia prima. Secondo gli analisti, i possibili scenari sono due.

Da una parte, c’è chi è convinto che, dopo mesi di incertezza, il prezzo del Petrolio possa finalmente dare vita ad un rally deciso, con target 80 dollari. Ma c’è anche un altro nutrito gruppo di esperti che si dice convinto che la quotazione possa invece crollare di nuovo.

In questo contesto, diventa fondamentale individuare i valori chiave al di sotto o al di sopra dei quali il prezzo potrà invertire il suo attuale trend, in una direzione o nell’altra.

Oltre i 46 dollari, potrebbe essere molto probabile un rialzo fino ai 50 dollari al barile. Se la quotazione riuscisse a superare questo ostacolo, il rally verso gli 80 dollari, nel medio termine, potrebbe essere sempre più plausibile. In senso opposto, gli analisti consigliano di fare attenzione ad una pericolosa eventuale discesa sotto i 40 dollari al barile.

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