Secondo diversi esperti finanziari, l’economia e il mercato azionario diventeranno sempre più disconnessi l’uno dall’altro, nel 2021. Ciò accadrà principalmente perché le aziende ridurranno l’organico per aumentare i profitti. In particolare, si tratta dell’opinione del manager Kevin Nicholson, co-chief investment officer of global fixed income presso RiverFront Investment Group.

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Lo scenario

Nicholson ha affermato che l’anno prossimo le aziende si concentreranno maggiormente sulla redditività e questo creerà una divergenza tra l’economia e il mercato. Il manager, che gestisce $ 7 miliardi di asset secondo CNBC, ha affermato anche che questa divergenza ostacolerà la ripresa economica (in particolare degli Stati Uniti) dalla pandemia, a causa dell’impatto negativo che si prevede avrà sui consumi.

Ci sono due modi, secondo Nicholson, per aumentare i profitti. Si può scegliere di aumentare le vendite e le entrate, oppure di ridurre i costi. Come è inevitabile che sia, in un momento di crisi come quello attuale, le aziende sceglieranno la seconda strada, poiché la spesa maggiore che dovranno sostenere è proprio quella del personale. Ne deriva che molte persone rimarranno disoccupate a lungo, incidendo sui consumi.

Attualmente, negli USA, più di 13,5 milioni di americani sono ancora senza lavoro, rispetto a un picco pandemico di circa 23 milioni. I dati di Yelp di questa settimana hanno mostrato che il 60% delle aziende statunitensi che hanno chiuso dall’inizio della pandemia di coronavirus non riapriranno mai più. Il rapporto, pubblicato mercoledì, afferma che un totale di 163.735 aziende statunitensi hanno chiuso dall’inizio della pandemia al 31 agosto, segnando un aumento del 23% dal 10 luglio.

Nicholson ha poi detto che si aspetta che l’S&P 500 oscilli tra 3.400-3.450 fino a gennaio, e che si muova di lateralmente a causa della volatilità generata dalle prossime elezioni. In sostanza, tutti i trader che scelgono di comprare azioni adesso, devono attendersi un periodo di pressioni al ribasso e incertezza.

L’indice è cresciuto di circa il 53% da quando ha toccato i minimi pluriennali a marzo, grazie a un boom dei titoli tecnologici e a un periodo di tassi di interesse bassissimi. La Fed, infatti, ha versato trilioni di dollari di stimoli per impedire il collasso dell’economia.

Anche se le richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite più del previsto questa settimana, Nicholson si è detto preoccupato per il mercato del lavoro. Nemmeno la metà dei posti di lavoro persi sono stati attualmente ricreati.

Gli sforzi della FED guidano un nuovo ciclo economico

Stando al parere di alcuni analisti, gli sforzi di immissione di denaro della Fed stanno guidando un nuovo ciclo economico. In particolare, le misure di aumento di liquidità attuate dalla banca collocano l’economia sulla buona strada per una ripresa in stile 2009.

L’istituto manterrà i tassi vicini allo zero fino al 2023. Ma manterrà anche acquisti di attività per almeno $ 120 miliardi in Treasury e titoli garantiti da ipoteca.

Tali acquisti hanno aumentato la liquidità nel sistema finanziario, che però è scesa dal suo picco.

La tendenza all’eccesso di liquidità sembra proprio come l’inversione post-picco vista quando l’economia è uscita dalla recessione del 2009.

In conclusione, la politica della Fed rafforza l’opinione degli esperti secondo cui siamo nelle prime fasi di un nuovo ciclo economico e di mercato.

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