C’è molto in gioco in qualsiasi elezione presidenziale, ma i trader intenti ad investire in azioni potrebbero non essere completamente d’accordo. D’altro canto, è la storia ad insegnare cosa ci si deve aspettare dalla performance a lungo termine del mercato azionario dopo le elezioni presidenziali del 2020. Se il presidente Trump vince la rielezione, probabilmente il mercato aumenterà. Se lo sfidante Joe Biden si dirigesse alla Casa Bianca, il mercato salirà comunque.

Indipendentemente da chi è in carica, le azioni tendono a sottoperformare i primi due anni dopo un’elezione. Quindi, a fornire risultati eccellenti nel terzo anno.

Tornando alle prime elezioni nel 1789, un’analisi di Fidelity ha rilevato che i rendimenti del mercato azionario a quattro anni sono stati quasi identici, indipendentemente dal partito nello Studio Ovale: 8,6% per i repubblicani e 8,8% per i democratici.

La performance del mercato azionario è guidata da forze molto più grandi del semplice nome del nuovo presidente. In particolare, gli esperti hanno individuato tre fattori che contano molto di più per Wall Street, rispetto a chi vince le elezioni presidenziali.

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Quanto crescerà ancora il coronavirus

Il 2020 è stato l’anno del COVID-19. L’ultima settimana di ottobre è iniziata con tre giorni consecutivi di cali del mercato azionario, poiché sono aumentati i timori per un aumento globale dei casi.

È facile tracciare una falsa correlazione tra i risultati delle elezioni e l’andamento del mercato azionario. Ma in genere, le azioni continuano a muoversi nella direzione in cui erano dirette prima delle elezioni, a causa di ciò che stava già accadendo nel mondo in generale.

L’indice S&P 500 è sceso di oltre il 6% tra il giorno delle elezioni del 2000 e l’insediamento del presidente George W. Bush. Ma le azioni erano in una spirale discendente già da quando la bolla delle dot-com ha iniziato a collassare nel marzo precedente.

Non a caso, l’S&P 500 è crollato di circa il 20% tra il giorno delle elezioni del 2008 e l’insediamento del presidente Obama nel gennaio 2009. Ma gli Stati Uniti erano già entrati in una recessione nel dicembre 2007. E il mercato azionario aveva subito un crollo meno di due mesi prima delle elezioni, dopo il crash finanziario.

Sulla stessa scia, le azioni sono aumentate tra il giorno delle elezioni e il giorno dell’insediamento alla Casa Bianca, nel 2004 e nel 2012, quando Bush e Obama sono stati rieletti. Proprio come è accaduto dopo la vittoria del presidente Trump nel 2016. Il mercato ha semplicemente continuato la traiettoria precedentemente iniziata.

Un picco nei casi di COVID-19, sia che si traduca in nuovi lockdown, sia che le persone restino a casa volontariamente, è uno dei fattori che, molto probabilmente, innescherà un altro crollo del mercato azionario, più di quanto possa farlo chi occuperà lo Studio Ovale.

Cosa farà la Fed

La Federal Reserve è ampiamente considerata come l’istituzione economica più potente del mondo. Ha molto più potere sulle forze di mercato rispetto al presidente. Fissa i tassi di interesse. Indica alle banche quanto devono tenere nelle loro riserve. Inietta denaro nell’economia quando i tempi sono bui.

Nel 2020, la Fed ha mirato a stabilizzare l’economia con azioni senza precedenti, come l’acquisto di obbligazioni societarie e la creazione di un programma per prestare soldi direttamente a governi statali e locali in difficoltà.

Mentre il presidente nomina i suoi collaboratori- e ha anche il diritto di licenziarli – la Fed dovrebbe teoricamente operare senza influenza politica. Il presidente ha un mandato di quattro anni; storicamente, i presidenti hanno sempre messo da parte la politica e riconfermato il capo della Fed del loro predecessore. Il mandato dell’attuale numero 1 della FED Jerome Powell non terminerà prima all’inizio del 2022. Ha inoltre ottenuto l’approvazione bipartisan per quanto fatto durante la pandemia.

Il livello di paralisi a Washington

Si dice spesso che Wall Street ami gli ingorghi. Quando il Congresso è diviso, dovrebbe essere più difficile approvare nuovi regolamenti e misure di spesa. Questa è la verità durante anni normali, ma non è stato così nel 2020.

L’S&P 500 ha toccato il fondo a causa della pandemia, il 23 marzo, a 2.191,96. Ma nella settimana successiva, l’indice è salito di quasi il 20%, quando la Camera e il Senato hanno approvato il CARES Act da 2 trilioni di dollari e Trump lo ha trasformato in legge.

Diverse ricerche finanziarie di alcuni importanti istituti hanno stimato cosa sarebbe successo se i legislatori non avessero approvato il CARES Act. Il rapporto ha stabilito che l’S&P 500 sarebbe precipitato fino a 1.720. Un vero e proprio bagno di sangue.

Nelle ultime settimane e mesi, il mercato azionario è salito e sceso di pari passo con la speranza dell’approvazione di un altro pacchetto di stimoli. Tuttavia, la Camera a guida democratica e il Senato controllato dai repubblicani sono rimasti bloccati senza saper prendere una decisione.

In conclusione, non importa chi sia il leader se il Congresso non riesce a concordare sulle leggi che il presidente deve firmare. Gli analisti sono fermamente convinti che Wall Street desidera ardentemente l’intervento del governo per scongiurare un nuovo lockdown.

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