Johnson & Johnson ha chiesto alla Corte Suprema di rivedere la sentenza che ha stabilito il pagamento di 2 miliardi di dollari dalla società in favore di un gruppo di donne che aveva dimostrato di aver sviluppato un cancro alle ovaie a causa dell’uso dei prodotti a base di talco del brand. Se la richiesta dovesse essere accettata, potrebbe esserne influenzato anche il trading online sulle Azioni Johnson & Johnson.

Apri un Conto con i Migliori Broker Regolamentati

Piattaforma: Etoro

Deposito: 50$

Licenza: Cysec

  • Demo Gratis
  • Copy e Social Trading

⭐⭐⭐⭐⭐

RECENSIONE

67% of investor lose money

Piattaforma: OBRInvest

Deposito: 250$

Licenza: Cysec

  • Indicatori e Segnali Operativi
  • Demo gratis

⭐⭐⭐⭐⭐

RECENSIONE

Your capital is at risk

Piattaforma: LiquidityX

Deposito: 250$

Licenza: HCMC

  • Copy Trading
  • Segnali di Investimento

⭐⭐⭐⭐⭐

RECENSIONE

Your capital is at risk

J&J e i casi di tumore alle ovaie: martedì il responso?

Il tribunale potrebbe dire già martedì se accetterà di essere coinvolto nella eventuale revisione. Il caso è stato gestito, fino ad ora, da una serie di avvocati di alto profilo e alcune alleanze insolite. Diversi grandi gruppi imprenditoriali statunitensi stanno sostenendo l’azienda.

Johnson & Johnson sostiene che le indagini che hanno portato ad un verdetto iniziale di $ 4,7 miliardi a favore di 22 donne coinvolte nella causa, non sono state eque.

Successivamente, una corte d’appello statale ha tagliato più della metà del risarcimento, escludendo da esso anche due donne del gruppo d’accusa. Tuttavia, sarebbe stato dimostrato che i prodotti a base di talco della società contengano amianto, potenziale catalizzatore del cancro ovarico.

Johnson & Johnson nega le accuse, definendo il verdetto del processo nel Missouri in contrasto con decenni di valutazioni scientifiche indipendenti che confermano che il talco della società è sicuro, non è contaminato dall’amianto e non provoca il cancro.

Vaccino Johnson & Johnson approvato in UK

Nel frattempo, il vaccino per la prevenzione dall’infezione del virus Covid19 è stato approvato all’uso di emergenza anche nel Regno Unito.

Tuttavia, assieme a quella di AstraZeneca, la terapia non convince ancora i cittadini, a causa dei casi di coagoli di sangue rilevati durante i primi mesi di inoculazione della terapia.

Alcuni scienziati tedeschi hanno provato a risolvere il dilemma, attraverso una teoria non ancora dimostrata.

Tutti e quattro i vaccini COVID-19 utilizzati in Occidente funzionano fornendo un elemento di codice genetico all’organismo. Tale elemento insegna al corpo a creare una forma innocua del virus, che innesca una risposta immunitaria. Il corpo può quindi mettere in scena la stessa risposta se in seguito rileva il vero virus.

I vaccini che utilizzano la tecnologia mRNA, ovvero Pfizer e Moderna, forniscono il materiale genetico alla parte fluida della cellula. I vaccini a base di adenovirus, come J&J e AstraZeneca, lo consegnano alla parte centrale della cellula, chiamata nucleo.

Secondo gli scienziati, è qui che sta il problema. Mentre la parte innocua del virus viene prodotta nel nucleo, frammenti di materiale genetico possono creare proteine ​”mutanti” che lasciano la cellula e viaggiano per il corpo. Le pareti dei vasi sanguigni si attivano contro queste proteine, generando coaguli di sangue.

Tuttavia, gli eventi segnalati sono stati molto rari. A metà Aprile, su oltre 7 milioni di persone vaccinate con la terapia Johnson & Johnson, solo 8 sono state colpite da questo evento avverso.

Nel frattempo, sul mercato azionario, il titolo Johnson e Johnson è in rialzo dello 0,27% nel pre market di oggi, dopo aver chiuso venerdì a quota 169.25 dollari.

Altri articoli dello stesso autore:

Il nostro voto
Sommario
Johnson & Johnson chiede la revisione del verdetto sul talco
Nome Articolo
Johnson & Johnson chiede la revisione del verdetto sul talco
Descrizione
Le Azioni Johnson & Johnson potrebbero essere influenzate dalla richiesta della società di una revisione del verdetto sul caso talco: le news
Autore
Sito Editore
TradingCenter.it
Logo Editore